23 Marzo 2020

Andre Agassi Open La mia storia

Andre Agassi

In questo periodo, di Covid-19, ho avuto la “fortuna” di dedicarmi un po’ a me e a quello che a me piace, come per esempio la lettura.

Tra i diversi libri che ho letto e che sto leggendo, c’è uno che da diversi anni rimandavo sempre: Andre Agassi Open La mia storia”, edito da Super ET.

Mitico!

Leggerlo mi ha fatto fare un tuffo nel mio passato, di quando ero bambino, di quando giocavo a tennis e sognavo di diventare Andre Agassi.

Che tempi!

Adoravo Andre Agassi, avevo anche un suo poster in camera mia, lo avevo chiesto a un negoziante di articoli sportivi. Lo tenevo gelosamente attaccato nella parete della mia camera, appena aprivo la porta, Andre mi salutava.

Mamma mia… Un secolo fa.

Lo adoravo, era uno fuori dalle righe, un ribelle, fuori dai canoni del tennis di quei tempi, uno con i capelli lunghi, con gli orecchini, i jeans e gli scaldamuscoli rosa… Fuori dai canoni, fuori dagli schemi.

Per crescere, ho provato a sentirmi lui, a emularlo, per poi capire che ero altro, ero me, con le mie contraddizioni, limiti, fragilità e diversità. Avevo bisogno di una maschera, un’armatura per sentirmi qualcuno, per nascondere e far fronte alle mie fragilità di maschio.

Per come ho letto il libro, ho avuto l’impressione che anche il campione, Andre Agassi, abbia vissuto, a suo modo qualcosa di simile. Leggere il libro mi ha fatto scoprire che dietro al campione c’erano dei lati oscuri, delle fragilità, un’inquietudine e me lo ha fatto sentire simile, vicino, più vero.

In questo libro, il campione, non ha avuto timore di mostrarsi per l’uomo che era ed è diventato, mostrandosi a nudo senza reticenza alcuna.

Un libro spettacolare in cui Agassi decostruisce l’immagine che gli altri avevano di lui, in cui si mette a nudo, in cui fa del privato il suo politico, un libro che a mio dire ha molto in comune con quello che l’Associazione LUI prova a professare da anni. Essere maschi con le proprie fragilità, limiti, senza timori per essere accettati per quelli che si è, senza dover corrispondere alle aspettative che gli altri hanno su di noi o seguendo ideali impossibili.

Un passaggio (lungo linea), tra i diversi che ci sono all’interno del libro, che mi ha profondamente toccato più di altri è stato: “…La trasformazione è un cambiamento da una cosa in un’altra, ma io quand’ho cominciato non ero niente. Non mi sono trasformato, mi sono formato. Quando ho cominciato a giocare a tennis ero come la maggioranza dei ragazzini: non sapevo chi ero e mi ribellavo al fatto che fossero i grandi a dirmelo. Penso che i grandi facciano sempre questo errore con i giovani, trattandoli come prodotti finiti quando in realtà sono in fieri…”.

JP

Potrebbero interessarti

Ti-do-i-miei-occhi
26 Ottobre 2023

Ti do i miei occhi

Non ricordo in quale circostanza ho visto per la prima volta il film “Ti do i miei occhi” ma è un film del 2003, spagnolo di Iciar Bollain, che a mio dire appare molto lento ma ignorantemente credo che la cosa sia voluta proprio per aumentare la drammaticità della...

rosa-1280×640-1
14 Maggio 2025

Il ragazzo dai pantaloni rosa

Alcuni giorni fa, sono riuscito a vedere un film italiano che desideravo da tempo vedere: Il ragazzo dai pantaloni rosa. Film del 2024, regia di Margherita Ferri, con Samuele Carrino, Claudia Pandolfi, Andrea Arru, Sara Ciocca, Corrado Fortuna. Premetto che l’Associazione LUI non riceve, ad oggi, nessun tipo di...

Locandina_Pari opportunità_page-0001
20 Luglio 2021

Resilienza e Identità: Immagini del Femminile

Presso il Comune di Bibbona, la Commissione Pari Opportunità Di Bibbona, in collaborazione con la Associazione Terre Nuove presenta una serie di incontri dal titolo: “Resilienza e Identità: Immagini del Femminile”. In tale occasione ci sarà la proiezione di film/docufilm e la presentazione di un libro su tematiche di genere.   Questa serie...