2 Aprile 2022

La Sindrome della Covata

Happy pregnant couple

Alcuni giorni fa stavo studiando quando sono “incappato” in una cosa che già conoscevo ma su cui non mi ero mai soffermato a riflettere abbastanza, soprattutto adottando uno sguardo di genere: la sindrome di couvade!

Cos’è?

Per dovere di cronaca riporterò quello che ho letto e che mi ha portato a scrivere questo articolo: “La Sindrome della Covata si verifica nel marito/compagno di una donna gravida a partire dal terzo mese e interessa circa il 20% dei futuri padri. I sintomi, presentati molto frequenti al terzo e al nono mese, sono molto variabili e includono la perdita di appetito, mal di denti, nausea e vomito (spesso malessere mattutino), indigestione, vaghi sintomi addominali, costipazione o diarrea. Ansia, tensione, insonnia e instabilità sono lamentele comuni, ed è presente una preoccupazione per la condizione della moglie. Il sintomo può essere considerato proprio come espressione di conversione in sintomi somatici dell’ansia del marito per la salute della moglie”.

La parola couvade deriva dal francese couver e significa: incubare, far nascere, covare, chiamata anche “gravidanza simpatica”. Spesso gli uomini che soffrono di tale sindrome vengono spesso liquidati come melodrammatici, specialmente quando si confrontano i loro sintomi con l’intenso sforzo fisico di una vera gravidanza.
Secondo studi più recenti la Sindrome di Couvade potrebbe essere collegata all’empatia e all’attaccamento che il marito/compagno sviluppa durante la gravidanza della moglie/compagna, quindi qualcosa di intensamente relazionale. I sintomi, a quanto pare, sono più diffusi negli uomini maggiormente coinvolti nella gravidanza. Tale sintomatologia sembrerebbe essere anche supportata potenziali spiegazioni fisiche: i livelli ormonali degli uomini cambiano significativamente durante il periodo prenatale, il testosterone tende a diminuire, mentre aumentano gli estrogeni e la prolattina, quindi la sindrome non sembrerebbe solo qualcosa di psicologico ma anche di fisiologico.

Al netto di questo, mentre stavo approfondendo l’argomento, ho riflettuto su alcuni aspetti che vorrei condividere, ovviamente per smuovere una riflessione ed eventualmente un dibattito per chi vorrà mettersi in contatto con la nostra realtà associativa.

  1. Ho pensato alla mia “gravidanza”… Sinceramente non saprei dire se ho avuto la Sindrome della Covata, ma ricordo che ero preoccupato per mia moglie e per mia figlia. Ricordo che, come è nel mio stile, ricercavo le attenzioni di mia moglie, in nome della Sindrome della Covata; giustamente tutte le attenzioni erano per loro due e io mi sentivo tagliato fuori, quindi invocavo la Sindrome e false pance per strappare un sorriso e un abbraccio.
  2. Il 20% dei mariti/compagni ne soffre? Una marea! Non lo sapevo! Di questo aspetto se ne parla tra gli uomini? Che io sappia no! Perché? Paura del giudizio? Paura di non essere creduti? Oppure abbiamo “gonfiato le risposte” quando siamo stati intervistati per gli studi sul tema? Oppure perché siamo cresciuti senza prenderci cura del nostro corpo? Siamo stati educati a non prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo invia? Faccio un paio di esempi, che forse possono essere di aiuto per dare qualche personale risposta. Io l’unica visita completa che ho fatto nella mia vita è stata quando ho fatto la visita dei tre giorni per l’idoneità al militare: avevo appena compiuto 18 anni (1998); oggi ho 41 anni (2022) ed è il primo anno in cui ho preso in considerazione l’esigenza di farmi qualche visita per monitorarmi da un punto di vista fisico. Secondo esempio: presso i Consultori Adolescenziali presenti all’interno dell’Azienda USL, servizi gratuiti rivolti alla fascia 14-24 anni, sono presenti le seguenti figure professionali: ginecolog*, assistente sociale, ostetric*, psicolog* ma non c’è l’andrologo… A voi le conclusioni. A mio avviso c’è una generica “mala educazione” del corpo maschile che va dal singolo individuo alla società più in generale.
  3. Andando a cercare su Internet la Sindrome della Covata, spesso e volentieri si trovano siti, pagine web, improntate al femminile, che in generale trattano il tema della gravidanza e tra gli aspetti spiegano anche la sindrome. Anche questo aspetto mi ha fatto sorridere, non tanto perché sia sbagliato che dei siti femminili trattino il tema, quanto piuttosto del fatto che nuovamente siano le donne a portare all’attenzione maschile aspetti che dovrebbero interessare gli uomini. È possibile che noi maschietti si parli di cose che ci stanno a cuore, senza doverle rivendicare e/o pretendere, ma semplicemente per il fatto che ci riguardino?

Ecco quindi l’articolo!
L’Associazione LUI quando era nata si era data l’obiettivo di dare un’opportunità a tutte quelle persone di riflettere sulla loro idea di “essere maschi” nella società d’oggi. Credo quindi importante che anche noi uomini, oggi, ci si possa iniziare a sensibilizzare su aspetti che ci riguardano come per esempio il nostro corpo e i segnali che questo ci invia.
In tal senso credo quindi sia importante che come realtà associativa, si deva cercare di sensibilizzare gli uomini anche sulla Sindrome della Covata, facendo sapere a chi ci legge ma in particolar modo agli uomini che, se si vivono dei sintomi analoghi a quelli delle nostre mogli/compagne durante la loro gravidanza, è normale e che anzi è cosa buona e giusta perché, forse, è il segnale di una sensibilità ed una empatia verso chi nasce e chi partorisce e che inoltre per chi lo desidera c’è uno spazio, come l’Associazione LUI, dove gli uomini possono permettersi di confrontarsi su come vivano e/o abbiano vissuto le gravidanze delle proprie mogli/compagne e su come si dovremmo prendere cura del proprio corpo maschile.

JP

Bibliografia

Ligorio L. Olmi C. (2016): “Il Concorso per Dirigente Psicologo – Teoria, esercizi e simulazioni d’esame”. Apha Test

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