21 Ottobre 2019

Il ruolo delle associazioni di uomini nel contrasto alla violenza di genere

erasmusplus

Intervento alla Tavola Rotonda “I diritti delle donne e la violenza di genere”, organizzata dall’ISIS San Giovanni Bosco e C. Cennini di Colle di Val d’Elsa nell’ambito del Progetto Erasmus+ HURRAY

Mercoledì, 23 ottobre 2019, ore 10:30-12:30, presso l’Auditorium del Polo Scolastico, viale dei Mille – Colle Val d’Elsa (SI)

Presenti all’iniziativa:

• prof. Danila Ferro, coordinatrice Progetto Erasmus+ HURRAY
• prof. Massimo Piccione, Associazione LUI di Livorno • altri/e relatori/trici
• studenti dell’ISIS San Giovanni Bosco e C. Cennini di Colle di Val d’Elsa (SI)

Abstract dell’intervento

L’Associazione LUI nasce a Livorno il 25 novembre 2011 e dialoga in rete con altre Associazioni di Uomini su scala nazionale all’interno della sigla Maschile Plurale.
LUI è un’opportunità per tutte quelle persone (diverse per orientamento sessuale, visione politica, formazione culturale, ceto sociale, etc.) che desiderano confrontarsi sulla propria idea di essere maschi nella società di oggi.

Le attività che propone LUI sono molteplici. Segnaliamo le seguenti:

  • uno Sportello di ascolto telefonico per uomini (ChiAMA LUI);
    • un Gruppo di autocoscienza maschile (Gruppo di Condivisione L.U.I. – Livorno Uomini Insieme) fucina teorico-esperienziale dei contenuti dell’associazione verso una “ridefinizione del Maschile”;
  • un Corso di alfabetizzazione sulla violenza di genere denominato PUM. Il Programma Uomini Maltrattanti è un percorso ri-educativo di stampo psico-legale-educativo per uomini autori di violenza sulle donne per ri/conoscere questi agìti e imparare strumenti pratici verso comportamenti alternativi nella gestione dei conflitti;
  • e, non ultimi, interventi didattici nelle scuole (come il presente), nei carceri, nelle case circondariali e nell’ambito delle UEPE (Uffici locali per l’Esecuzione Penale Esterna).
  • LUI ha partecipato inoltre (2017-2019), in partnership con istituzioni slovene, francesi, portoghesi e tedesche al progetto Erasmus+ “Scambiare buone pratiche per progettare un modello pedagogico- culturale per la prevenzione della violenza contro le donne” del quale è stata capofila l’associazione 365giornialfemminile di Montecatini Terme (PT).

Qual è secondo noi il ruolo dell’uomo nel contrasto alla violenza di genere (che si esplica quasi totalmente contro le donne)?

  • Favorire una riflessione sul ruolo del maschio nella società di oggi e una ridefinizione dei rapporti tra uomini e donne che diventi realmente coerente, integrata e rispettosa;
  • Realizzare tra uomini e con uomini buone pratiche di fiducia e collaborazione ai fini di una maggiore e più ricca apertura mentale che miri ad abbattere stereotipi e pregiudizi sessuali;
  • Attuare nella pratica di ricerca, elaborazione ed azione un metodo “ricorsivo” nel quale allo stimolo dato al gruppo segua necessariamente il proprio coinvolgimento in prima persona (si lancia un sasso nello stagno poi ci si tuffa anche noi);
  • Portare il proprio contributo “dall’interno” alla lotta alla violenza di genere costruendo un reale “mondo nuovo” relativo alle identità sessuali (per esempio sulla scorta dell’art. 26 della Convenzione di Istanbul del 2011);

La lotta alla violenza di genere non può prescindere, secondo noi di LUI, dalla messa in discussione dell’uomo all’interno di una società come l’odierna ancora impregnata di maschilismo e, partendo da questa, creare un nuovo linguaggio (di idee, di corpi e di “anime”) che consenta un sostanziale dialogo tra i generi sessuali umani.

Senza questo impegno fattivo gli interventi di contrasto alla violenza di genere non potranno che essere emergenziali mentre un cambio di paradigma di comunicazione e confronto è ciò che può costituire la “prevenzione” degli episodi di violenza.
Per questo parliamo di noi, ci mettiamo in gioco, ci confrontiamo sugli errori commessi e sulle “nuove visioni” del futuro tra i sessi. Il cammino è arduo. Ma noi lo abbiamo intrapreso e intendiamo continuare su questa strada.

Nel dialogo e nello scambio con le associazioni delle donne, con il mondo della scuola, con l’associazionismo omosessuale (lgbtq*) e con la Società Civile nel suo complesso.

 

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