1 Febbraio 2021

Covid-19

Covid-19 e Differenze di Genere

Nota dell’Autore. Questo articolo è stato scritto ai primi di giugno 2020. Dunque prima dei vigenti provvedimenti in materia di pandemia da Covid-19 e informazione al riguardo.

Il Coronavirus e più nello specifico il Covid-19, sono termini che ormai sono entrati prepotentemente a far parte del nostro vocabolario e delle nostre vite, tanto da doverci riadattare e riformulare le nostre vite per loro.

Le notizie, più o meno giuste, più o meno fondate, che ci hanno tempestato in questi mesi sono state tantissime e credo sia stato impossibile per molte persone non aver riflettuto e/o essersi fatti  qualche domanda sul Covid-19.

Personalmente, me ne sono fatte tante e me ne sto facendo tantissime, ora più che mai, dato anche un recente lutto familiare a causa proprio del Covid-19.

A tal proposito, in quest’anno mi sono domandato spesso come la morte, quando passa, lasci dietro di sé, un assordante silenzio e come le case, che fino a un momento prima erano animate dalle persone a noi care, diventino repentinamente silenziose e vecchie, mostrando tutti i loro anni e tutte le loro imperfezioni: i colori cambiano, da brillanti a colori ingialliti; quelli che prima erano profumi, adesso appaiono tutti simili e paragonabili all’odore della polvere.

Al di là, di questo mio personale pensiero, nel presente articolo vorrei provare a sensibilizzare chi legge su un particolare aspetto del Covid-19, che mi ha colpito in modo preponderante, soprattutto se ad analizzato assumendo uno sguardo di genere.

I recenti studi, in materia di Covid-19, ci evidenziano come il virus colpisca in modo maggiore gli uomini rispetto alle donne.  (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4565).

Perché?

Le ipotesi scientifiche avanzate sono numerose come per esempio:

  • il fatto che gli estrogeni, in età fertile, hanno un fattore protettivo per le donne.
  • la risposta è nei testicoli degli uomini, motivi ormonali,
  • oppure sono più gli uomini, rispetto alle donne a fumare, aumentando così la probabilità di contrarre il virus, ecc. ecc..

Sicuramente c’è una spiegazione scientifica certa, che ancora a oggi non è stata così ben definita rispetto ai grandi passi fatti in materia di contrasto al Covid-19.

In questa sede vorrei semplicemente cercare di stimolare una possibile lettura del fenomeno da un punto di vista di genere, avanzando delle ipotesi culturali per le quali gli uomini contraggono in numero maggiore rispetto alle donne il virus.

Perché il Covid-19 colpisce più gli uomini che le donne?

Quali possono essere i possibili motivi di genere che portano gli uomini a contrarre il virus in percentuale maggiore rispetto alle donne?

Personalmente ho individuato tre possibili spiegazione:

  1. Generalmente, gli uomini sono poco sensibili verso la cura di sé stessi. Faccio un esempio personale, io sono tra quegli ultimi uomini che hanno fatto la visita dei tre giorni per l’iidoneità al servizio di leva militare: l’unico momento in cui ho fatto un check-up completo del mio corpo. E questo l’ho fatto a 18 anni, oggi ne ho 40! In tal senso non credo di essere l’unico uomo, ma al di là, della mia personale esperienza, basti anche pensare ai Consultori Adolescenti della Azienda USL (Toscana Nord Ovest): servizio gratuito rivolto a una fascia d’utenza compresa tra i 14 e 24 anni, dove tra le diverse figure sanitarie preposte ad accogliere le diverse persone ci sono la figura del ginecologo, dell’ostetrica, dell’assistente sociale e dello psicologo ma non c’è l’andrologo! Un ulteriore ultimo esempio in tal senso seppur in trasformazione viene rappresentato dal fasciatoio per i neonati nei bagni: i fasciatoi se presenti sono spesso nei bagni delle donne e raramente nei bagni dei maschi, denotando non solo il fatto che le donne sono delegate alla cura, alla pulizia e all’igiene della prole ma che gli uomini non sono tenuti a farlo. Tutti esempi di vita vissuta, che mi fanno supporre che noi maschi siamo sottoposti a una scarsa educazione verso la cura di noi stessi e delle altre persone.
  2. Un’altra possibile ipotesi per cui gli uomini possono essere soggetti più esposti a Covid-19, sta nel fatto che, almeno nel passato, più nello specifico nella cosiddetta Fase 1 del virus, in Italia, i lavori autorizzati a continuare nonostante il lock-down erano di professioni che generalmente venivano svolte da uomini: trasportatori, magazzinieri, politici, poi nel tempo costruttori, ecc. ecc.. Professioni prevalentemente maschili che possono aver esposto maggiormente gli uomini al rischio di contagio, rispetto alle donne, soprattutto se si tiene di conto anche di quanto sopra espresso.
  3. Infine un’ultima ipotesi sta nel fatto che nelle precedenti Fasi del virus, i minori stavano a casa, quindi chi si occupava di loro? Presumibilmente le donne, perché per stereotipo deputate alla cura, all’educazione della prole; pertanto se le donne devono stare a casa con la prole, chi esce? Chi ha più probabilità di contrarre il virus? Soprattutto a fronte anche di quanto precedentemente espresso? Gli uomini! In tal senso ho un esempio di vita reale: sono venuto a conoscenza del fatto che un conoscente lavorava in smart-working da casa e che questo abbia chiesto alla moglie di ridursi l’orario di lavoro per stare a casa con la figlia.

Quanto ho sopra esposto, non ha l’intento di generare polemiche o luoghi comuni, il difficile tentativo che sinteticamente ho esposto ha il semplice intento di far interrogare le persone, ma più in particolare gli uomini sui propri modi di pensare, sentire e quindi comportarsi. Modalità che forse possono essere talvolta riviste o quanto meno migliorate, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo nel mondo a causa del Covid-19.

JP

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