18 Gennaio 2021

Spartaco Il Fantasma

Spartaco Il Fantasma – Guido Van Genechten

Nota dell’Autore. Questo articolo è stato scritto ai primi di giugno 2020. Dunque in una fase molto antecedente alla odierna situazione mondiale in materia di Covid-19 E di ogni tipo di provvedimento, preventivo o ingiuntivo da parte dello Stato italiano in merito.

Attraverso l’Associazione LUI, l’interesse verso le questioni di genere è andato crescendo, tanto da iniziare a collezionare libri pedagogici per bambin* che trattassero tali argomenti.

Quello che veramente “m’intriga”, mi appassiona, è cercare di vedere con occhi nuovi le stesse cose. “Questa cosa che ho in mano mi parla di questioni di genere? Se si, come?”

Perché ho questa passione?

  • Perché credo nelle pari opportunità,
  • nella valorizzazione delle differenze di genere;
  • perché desidero mettermi in discussione come uomo,
  • provare a mettermi in ascolto con quanto portano avanti dal movimenti delle donne;
  • perché credo importante come uomo provare a “fare il mio”: se desidero un mondo più egualitario non minacciato da disparità di poteri, devo provare per primo a fare qualcosa in questa direzione;
  • perché voglio esplorare il mio maschile, per scegliere con quanta più consapevolezza possibile che uomo sento e voglio essere.

Tra i vari libri in commercio che hanno attratto la mia curiosità c’è anche il libro: Spartaco – Il Fantasma” di Guido Van Genechen edito da Clavis, che merita, a mio avviso, una riflessione in tema di stereotipi di genere e di valorizzazione delle differenze.

Spartaco è un fantasma, che come tutti gli altri fantasmi, frequenta la Scuola per Fantasmi, dove conosce molti amici con cui trascorre il tempo volando e giocando.

Purtroppo però, a scuola c’è una lezione che proprio non gli piace: la lezione di grida terribili, dove purtroppo invece di emettere urla terrificanti, Spartaco, riesce solo a balbettare; ottenendo dall’insegnante di essere messo in punizione, venendo spedito in una Torre Abbandonata, ordinandogli di tornare solo quando sarà in grado di gridare come tutti gli altri fantasmi.

In quel luogo così pauroso, Spartaco riesce a renderlo un luogo accogliente, colorato e piacevole.

I compagni di classe di Spartaco, diventati molto bravi a spaventare, vengono inviati nei diversi castelli e luoghi desolati per svolgere il loro “lavoro”.

Tuttavia, nel tempo libero, tutti i fantasmi vanno a fare visita a Spartaco, smettendo di fare i “cattivi” ma divertendosi con lui.

Di cosa mi parla questa storia?

Questa storia parla di questioni di genere.

Come?

Raccontando di un fantasmino che si sentiva diverso tra i suoi coetanei.

“Sento” che questa storia, mi parla di una delle tante possibili storie degli uomini che sono passati dall’Associazione LUI.

Nelle diverse conversazioni avute con i tanti uomini, molti di questi, spesso hanno riferito di essersi sentiti dei “diversi” e/o delle “mosche bianche”, in questo caso sarebbe più opportuno dire dei fantasmi dai lenzuoli rosa come Spartaco.

Diversi in cosa:

  • orientamento sessuale,
  • orientamento politico,
  • religioso,
  • estrazione sociale,
  • vissuti,
  • esperienze,
  • testimonianze

ma tutti accomunati dall’essere maschi e soprattutto di essersi sentiti diversi rispetto all’immaginario collettivo che gli era stato insegnato, inculcato, di quello che le altre persone si aspettavano da loro in quanto maschi.

Questo sentirsi diverso, non omologabile al resto dei diversi gruppi di cui hanno fatto parte, li ha portati talvolta a isolarsi, a essere isolati dal resto del gruppo dei pari, perché percepiti differenti dalla massa, come per Spartaco, recluso in una Torre Abbandonata, perché non in grado di gridare come gli altri fantasmi, o mi viene da aggiungere, di essere come gli altri uomini.

Quindi, alcuni uomini sono rimasti esclusi, altri si sono adeguati, altri come Spartaco, non si sono arresi e si sono saputi re-inventare, rendendo il luogo in cui erano stati reclusi, un luogo ospitale e accogliente, come l’Associazione LUI, rendendo risorsa la loro “diversità”.

La nostra Torre Abbandonata inizialmente era la casa di ciascuno di noi, in cui abbiamo iniziato a ritrovarci, poi presso la nostra sede e adesso anche per via telematica (a causa del Covid-19), insieme abbiamo dato vita, a un luogo in cui concederci di non essere “cattivi” come gli altri fantasmi, ma in cui essere noi stessi: con le nostre tante fragilità e tante incertezze, in cui essere dei semplici uomini, in cui provare a sperimentarci e a metterci in discussione, per trovare nuovi spazi d’espressione, svincolati dai nostri stereotipi maschili.

JP

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