10 Dicembre 2025

FolleMente

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Ho visto il film Follemente, del 2025, regia di Paolo Genovese, una simpatica commedia italiana da Associazione LUI.
Il film ricorda un po’ il cartone d’animazione: “Inside Out”, in cui gli esseri umani venivano animati da tanti “esserini” che coesistevano all’interno di una stessa persona e che decidevano per la persona cosa dire e come comportarsi, in quel caso si trattavano delle emozioni.

Follemente ha un cast stellare di attori italiani, italiane: Pilar Fogliati, Edoardo Leo, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria.
I protagonisti Piero e Lara sono animati da 4 diversi pensieri, personalità, che vivono dentro ciascuno di loro. Piero, interpretato da Edoardo Leo, “ospita” le figure maschili (Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria), mentre Lara, interpretata da Pilar Fogliati, “ospita” le figure femminili (Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini).

Mi piace il film perché mette in scena le fragilità e i pensieri che molti di noi potrebbero vivere durante un primo appuntamento. Quanto siamo confusi, imbarazzati, incasinati, non risolti e spaventati dall’entrare in contatto con un’altra persona.

Per quello che riguarda lo sguardo di genere maschile che l’Associazione LUI cerca di trovare nelle cose che proponiamo sta in diversi passaggi del film.
Per prima cosa le figure che “gestiscono” i protagonisti, non sono proprio speculari mostrando quindi una leggera differenza tra uomini e donne, per Piero abbiamo Romeo, tenero e romantico, Valium folle e paranoico, Eros voglioso e sensuale, il Professore razionale e giudicante mentre per Lara: Giulietta, romantica e sognatrice, Trilli istintiva e sexy, Alfa ideologica e disciplinata e Scheggia irrazionale e istintiva.
Di questi personaggi ho notato come per esempio il Professore, sia privo di aspetti di emancipazione e spirito pro femminista, aspetti preponderanti nella figura di Alfa, così come la figura di Valium, il nome è già un programma, a differenza di Scheggia, la quale sembra più simile ad una adolescente.
Tra una risata e l’altra a mio avviso il film mostra i possibili diversi stereotipi tra uomini e donne che ciascuno di noi potrebbe vivere, situazioni (anche dolorosamente) familiari e sfacciatamente comiche, riflettendo quelle esitazioni che caratterizzano le relazioni odierne (“verso io o versi tu?”, “femminismo o galateo”? Senso di responsabilità o istinto animale? Sincerità o mistero?), in momenti in cui soprattutto vorremmo essere accettati e apprezzati per quello che siamo nonostante ci si mostri diversi da quello che siamo realmente.

Particolare come questa differenza degli stereotipi di genere venga sottolineata soprattutto anche durante il momento dell’anello (semplice espediente per rattoppare ai danni fatti), seguito a ruota da “voi uomini”… Non mi spingo in ulteriori dettagli per non anticipare niente, per chi vuole vedere il film.

I due fragili mondi nonostante tutto s’incontrano e Romeo, per la parte maschile, si mostra la parte più decisa nella sua fragilità, definendosi e difendendo la propria posizione, per seguire quello che lo fa stare bene…

Buona visione,
JP

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