Gli Sdraiati
Gli Sdraiati è un film di Francesca Archibugi (2017), tratto dall’omonimo libro di Michele Serra. Quanto è difficile essere padri di un figlio adolescente? E quanto è ancora più difficile accettare che quel figlio stia diventando una persona diversa da quella che avevamo immaginato?
Gli sdraiati, interpretato da Claudio Bisio, racconta con ironia e delicatezza il rapporto tra Giorgio, un padre separato, e suo figlio Tito, un adolescente apparentemente disinteressato a tutto, immerso nel proprio mondo di amici, musica e silenzi. Giorgio osserva il figlio con un misto di amore, frustrazione e incomprensione. Vorrebbe parlargli, coinvolgerlo, trasmettergli i propri valori, ma ogni tentativo sembra scontrarsi con un muro di indifferenza. Tito, dal canto suo, cerca semplicemente uno spazio nel quale costruire la propria identità, lontano dalle aspettative paterne.
Attraverso uno sguardo di genere, l’Associazione LUI vorrebbe sensibilizzare proprio a questa distanza tra queste due persone, padre e figlio: raccontare quanto sia complesso il passaggio da una paternità fondata sulla protezione e sull’autorità a una relazione nella quale diventano indispensabili l’ascolto, il rispetto e la capacità di accettare l’autonomia dell’altro. Per Associazione LUI, Gli Sdraiati offre un’interessante occasione di riflessione, perché spesso gli uomini crescono con l’idea che essere buoni padri significhi soprattutto educare, correggere, indicare la strada giusta ma cosa accade quando un figlio non vuole percorrere quella strada? Il rischio è trasformare la preoccupazione in controllo, il desiderio di vicinanza in invadenza, la difficoltà di comunicare in un conflitto permanente. Essere padri non significa possedere le risposte, né pretendere che i figli corrispondano alle nostre aspettative. Il film ci ricorda che purtroppo anche gli adulti devono imparare a cambiare.
La crescita non riguarda soltanto gli adolescenti: riguarda anche i genitori, chiamati a confrontarsi con le proprie fragilità, con la paura di perdere centralità e con la necessità di costruire nuove modalità di relazione. In questo senso, la paternità diventa un esercizio quotidiano di responsabilità emotiva: imparare ad ascoltare senza giudicare, essere presenti senza invadere, riconoscere i propri errori e accettare che l’amore non possa essere imposto.
Gli Sdraiati ci invita a guardare oltre i comportamenti che ci irritano, per riconoscere i bisogni e le emozioni che spesso non trovano parole, perché forse diventare padri significa anche smettere di chiedere ai nostri figli di assomigliarci e iniziare a conoscerli per ciò che sono.