20 febbraio 2013

Un Ministro per amico

peter bayuku konteh

Quattro giorni fa mi è arrivata una mail, che ho aperto come mille altre sul telefonino, in fretta e furia, non pensando che la notizia che conteneva avrebbe significativamente cambiato “qualcosa” nel mondo: l’amico Peter Bayuku Konteh era stato nominato Ministro della Cultura e del Turismo in Sierra Leone (Africa).

Per chi non conosce Peter, anzi Bayuku (come vuole che lo si chiami, per mantenere intatta la radice africana), la notizia può passare inosservata, un Ministro in più nel mondo. Ecco, non è così.

Voglio testimoniare in maniera diretta la storia di Bayuku, affinché si renda merito a chi, con la propria vita, ha voluto, e vuole, realmente il bene della propria nazione d’origine, prendendosene cura: cura al maschile.

Bayuku è arrivato in Italia nel 1993, attraverso un programma di studio a cui aveva avuto possibilità di partecipare, fuggendo dalla guerra civile che attanagliava cruentementela SierraLeone.

Arrivava in Italia già da laureato in Filosofia in Liberia, continuava a studiare fino ad ottenere un diploma in informatica ed una seconda laurea in Scienze Sociali a Roma, con specializzazione in Sociologia dello sviluppo.

Ha poi lavorato 9 anni a Milano in una multinazionale svedese delle comunicazioni.

Tutto questo con in mente il chiodo fisso di riportare nel suo paese le esperienze intellettuali ed umane acquisite in Europa.

Bayuku l’ho conosciuto quando era una giovane trentenne, ed io un’adolescente, in una località insolita per un africano: sulla neve…durante alcuni giorni organizzati da un’associazione di volontariato italiana, dove io partecipavo con la mia famiglia.

Un’amicizia, la nostra, nata per caso sia con me che con i miei genitori

Da quel gennaio 1993 la mia famiglia, insieme a molte altre famiglie italiane ed organizzazioni no-profit, abbiamo sostenuto Bayuku per permettergli di continuare a formarsi in Italia, oltre ad averlo sostenuto con l’amicizia e gli incontri personali.

Nei suoi anni italiani, Bayuku, non scordandosi mai del suo obiettivo e del villaggio originario di Yagala – posto nel nord-est della Sierra Leone – ha dato vita al progetto “microcammino” (www.microcammino.com), con l’obiettivo di portare concreti aiuti materiali ai suoi conterranei, attraverso la filosofia, faticosa, del “microcredito”, mantenendo un rapporto di costante trasparenza e rendicontazione con i finanziatori italiani (aspetto fondamentale, in un mondo di impostori).

Solo per citare alcune opere realizzate in Sierra Leone da Bayuku con il progetto “microcammino”dal 2002 al 2008 (sfruttando permessi non retribuiti, concessi dalla ditta sua datrice di lavoro):

  1. Organizzazione di un mercato settimanale dal 2002
  2. Apertura di un cimitero comune a Yagala dal 2002, per evitare la sepoltura in casa
  3. Costruzione di 4 pozzi per le comunità locali
  4. Costruzione ed apertura di una scuola elementare per oltre 500 bambini dal 24/01/2004
  5. Sistemazione di un parco comunale dal 24/01/04
  6. Installazione di una stazione radio distrettuale nella città di Kabala dal 30/12/03
  7. Costruzione e messa in funzione di 3 scuole elementari a Kayogobay (150 bambini), Kathawoia (250 bambini), Kajelian (220 bambini).
  8. Reperimento di tre borse di studio per giovani studenti medici ed informatici presso “Rondine – Cittadella della Pace” (Arezzo).
  9. Costruzione di 10 case per i maestri dal 2006.
  10. Costruzione del centro sanitario di Yagala e messa in funzione dal 2008.
  11. Costruzione di un centro polivalente per anziani nel marzo 2007.
  12. Costruzione di 2 case per infermieri e personale sanitario presso il centro sanitario di Yagala
  13. Reperimento di attrezzature agricole e sementi per alcune cooperative agricole
  14. Creazione di un laboratorio informatico, con 24 computer, per la scuola superiore di Kabala, per oltre 2000 studenti

 

Nel tempo Bayuku, per quanto realizzato tramite le sole sue forze, si è fatto molto apprezzare in Italia, partendo dai dintorni di Milano, dalla rete delle amicizie, dalla istituzioni religiose, dalle istituzioni civili e dalle scuole, dalle associazioni, dai privati cittadini e dalle imprese, coinvolgendo anche la sfera di contatti della moglie milanese, la professoressa Antonella.

A testimonianza dell’eccezionale bontà della propria opera, il Comune di Milano ha insignito Bayuku del prestigioso “Ambrogino d’Oro” nel 2009, massimo riconoscimento di benemerito della città di Milano.

Dal gennaio del 2008, Bayuku è tornato in Sierra Leone, per proseguire il suo progetto direttamente sul territorio del villaggio di Yagala.

La grande riconoscenza concessagli dalla popolazione locale (anche a discapito del Governo nazionale), per i concreti miglioramenti portati da Bayuku nella sua terra, lo ha condotto, nell’estate 2008, ad essere eletto Governatore della regione del Koinadugu (Sierra Leone), per territorio la più grande regione del paese.

Non pensiate che il ruolo di Governatore di una regione africana preveda i “benefits” che qualsiasi collega italiano avrebbe: senza l’aiuto della piccola pensione maturata in Italia da Bayuku e senza il contributo della moglie, con il solo stipendio da Governatore non avrebbe sbarcato il lunario…

Oggi un passo ancora più grande, un riconoscimento che il Presidente Koroma ha voluto conferire ad un meritevole compatriota: il Ministero della Cultura e del Turismo.

Un esempio di come, a volte, i sogni possono diventare realtà.

Grazie Bayuku per il tuo impegno, per la tua tenacia, per il tuo esempio di altruismo, per il tuo senso civico e per la qualità della tua persona.

Sicuramente la cultura della Sierra Leone oggi ha trovato un degno amministratore, oltre che un grandissimo uomo.

(GL)

 

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