{"id":864,"date":"2015-04-17T13:05:28","date_gmt":"2015-04-17T11:05:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.associazionelui.it\/?p=864"},"modified":"2019-04-23T09:19:24","modified_gmt":"2019-04-23T07:19:24","slug":"modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/","title":{"rendered":"Modelli di genere nella scuola, nel linguaggio, nelle pratiche politiche: quando la polemica non aiuta a capire."},"content":{"rendered":"<p><em>*Articolo pubblicato da Stefano Ciccone (Maschile Plurale) il 8 aprile 2015<\/em><\/p>\n<p>La scuola, la pubblicit\u00e0, i giochi, la televisione, i luoghi comuni, gli insulti, il linguaggio, propongono modelli stereotipati che attribuiscono a donne e uomini attitudini, destini e ruoli rigidamente vincolati?<\/p>\n<p>Questa costruzione \u00e8 talmente radicata, diffusa e pervasiva da diventare un contesto \u201cnaturale\u201d che viene non solo assunto come modello culturale, ma \u201cincorporato\u201d nelle nostre posture, nelle percezioni di noi stessi\/e, dei nostri corpi e degli altri?<\/p>\n<p>Questa costruzione non riguarda solo le differenze tra i sessi ma ha a che fare con una costruzione dicotomica di lettura della realt\u00e0 che organizza, secondo il binarismo sessuale, la distinzione tra attivo e passivo, razionale e emotivo, cultura e natura, mente e corpo, pubblico e privato\u2026 Quanto ha inciso tutto questo sulla nostra cultura, sui modelli di sapere e sui modelli di relazione con la realt\u00e0 e di organizzazione sociale?<\/p>\n<p>In questa organizzazione gli orientamenti sessuali differenti dalla norma eterosessuale sono oggetto di stigmatizzazione e discriminazione? E la rappresentazione come \u201cabietti\u201d dei comportamenti non inquadrabili nella eterosessualit\u00e0 riproduttiva ha una conseguenza sulla libert\u00e0 sessuale di tutti\/e, anche di chi \u00e8 eterosessuale?<\/p>\n<p>Su queste domande \u00e8 cresciuta negli ultimi anni nel nostro paese una rete di iniziative nelle scuole di \u201cdecostruzione\u201d di modelli e rappresentazioni stereotipate di genere.<\/p>\n<p>Ma il \u201cgenere\u201d nasce quando proviamo a metterlo in discussione o \u00e8 un modello di riferimento preesistente a cui siamo tutte e tutti chiamati inconsapevolmente a uniformarci? Il genere come costruzione sociale, organizza gerarchicamente tra le differenze, implica la complementariet\u00e0 tra \u201cfemminile\u201d e \u201cmaschile\u201d e la negazione di orientamenti sessuali e affettivi diversi dalla norma eterosessuale.<\/p>\n<p>Esiste un\u2019educazione che oggi prescinda dal \u201cgenere\u201d? no. Siamo immersi in questo ordine al punto da percepirlo come naturale: come ci disgustano cibi o comportamenti considerati normali da altre culture, cos\u00ec ci mette a disagio vestire o indossare colori che culturalmente sono \u201cpropri\u201d dell\u2019altro sesso; ma anche nel nostro modo di sederci, di camminare corrispondiamo a posture maschili e femminili. Quando sentiamo imbarazzo o disagio per una postura, per un eccesso di intimit\u00e0, per un senso di inadeguatezza, o quando ci gratifica il riconoscimento delle nostre qualit\u00e0, ne sperimentiamo la forza. Eppure, basta spostarsi di poche centinaia di chilometri oltre il mare per incontrare uomini \u201cvirili\u201d che camminano tenendosi per mano. O scoprire che gli stessi colori assumono significati differenti.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa non \u00e8 dunque se tenere conto o meno del genere a scuola, ma se assumerlo come un ordine invisibile e inconsapevole, e dunque immutabile, oppure se fare dei percorsi di apprendimento e delle relazioni pedagogiche un\u2019occasione per una maggiore consapevolezza dei ruoli e i modelli di riferimento del nostro ordine di genere che \u00e8 differente da quello di altre epoche e latitudini ma che noi naturalizziamo ed eternalizziamo.<\/p>\n<p>Ma affrontare criticamente questi modelli stereotipati non vuol dire n\u00e9 voler rimuovere le differenze, n\u00e9 imporre nuove regole o modelli culturali. Se proponessimo nelle scuole la predica del politicamente corretto che edulcora conflitti e differenze, risulteremmo noiosamente ininfluenti, pi\u00f9 che manipolatori.<\/p>\n<p>Fare educazione sul genere non propone l\u2019osservanza di un\u2019altra norma ma offre strumenti per leggere la realt\u00e0 e rendere visibili le regole che legano le nostre vite, svela la falsa naturalit\u00e0 di ruoli e attitudini, mostra come scavino nei nostri corpi fino a farci pensare che ne siano parte sin dall\u2019origine.<\/p>\n<p>Credo dovremmo riflettere di pi\u00f9 sulla potenzialit\u00e0 di cambiamento di questo intervento: andando spesso nelle scuole sento al contrario il rischio che venga percepito dai ragazzi e dalle ragazze, come una proposta normativa e conformista: \u201cAdesso venite qui a dirci cosa \u00e8 giusto, cosa \u00e8 sbagliato e a farci la predica sulle buone maniere\u201d Una sorta di lezioncina retorica di buone maniere e politicamente corretto. L\u2019alternativa non \u00e8 l\u2019espressione di una \u201cnaturalit\u00e0\u201d priva di condizionamenti.<\/p>\n<p>Quando facciamo percorso critico sugli stereotipi di genere nella scuola non stiamo proponendo nuove regole: stiamo soprattutto rendendo percettibili quelle regole invisibili che condizionano ognuno di noi. A tema non \u00e8 l\u2019invadenza dello Stato ma una pratica collettiva di critica e trasformazione dell\u2019immaginario sessuato e delle relazioni. Di fronte alle mille \u201cagenzie formative\u201d e sorgenti di messaggi che bombardano un bambino o una bambina, gli insegnanti vivono spesso un senso di solitudine e impotenza a cui credo sia utile rispondere costruendo strumenti condivisi per decostruire questi stereotipi, per riuscire ad analizzarli. Prima ancora di offrire degli strumenti a bambini e bambini \u00e8 necessario pensare processi di consapevolezza per gli e le insegnanti. Proporre nelle scuole la lettura di questi processi per lo pi\u00f9 inconsapevoli, \u00e8 un modo per non lasciare ognuno e ognuna di noi soli e darci strumenti condivisi per destrutturare questi messaggi e decifrare le nostre reazioni ed emozioni. \u00c8 uno strumento di libert\u00e0, non un precetto ideologico, un tentativo per aprire un varco nei destini, nella socialit\u00e0 e nelle prospettive esistenziali di tutti noi.<\/p>\n<p>Contro queste iniziative si sono sviluppate molte polemiche prodotte da una parte del mondo cattolico ma anche una reazione nella cultura del senso comune veicolata nei media mainstream. Non c\u2019\u00e8 da stupirsene: a prescindere dalla distorsione strumentale generata da queste polemiche si tratta di un discorso che sottopone a critica riferimenti culturali condivisi, modelli sociali consolidati, relazioni di potere tra i sessi e tra istituzioni sociali e persone. Questo ci porta a comprendere che non si tratta di una mera integrazione tematica nell\u2019offerta formativa ma di qualcosa che \u00e8 trasformativo, che \u201csposta\u201d equilibri, relazioni e culture nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la forma che assume questo conflitto \u00e8 ambigua e va osservata con attenzione. Per non farne un\u2019occasione di arretramento e di involuzione.<\/p>\n<p>Credo innanzitutto che sia un errore porre questa discussione in termini di contrapposizione tra \u201claici e cattolici\u201d: perch\u00e9 gli stereotipi di genere sono trasversali a tutte le culture, ma soprattutto perch\u00e9 questa polarizzazione nasconde una riflessione ricchissima e un conflitto in corso nel mondo religioso, nel mondo cristiano e nel mondo cattolico. Proprio in questi mesi ho avuto modo di conoscere meglio le riflessioni delle teologhe cattoliche e protestanti spesso molto pi\u00f9 avanzate del dibattito in corso nel mondo \u201claico\u201d. E proprio di questi mesi sono i seminari e le pubblicazioni di confronto con i femminismi musulmani.<\/p>\n<p>Il confronto sulla domanda di riconoscimento delle singolarit\u00e0, della resistenza di ogni singola esistenza all\u2019omologazione a un modello normativo, la comune tensione a contrastare giustificazioni dell\u2019ordine gerarchico tra le persone e della impari dignit\u00e0 delle differenti esistenze sono terreni di ricerca comune tra chi ha una cultura religiosa e chi no. Oltre le sentinelle in piedi, immobili nell\u2019affermazione di principi sordi alle vite concrete e al confronto, ci sono molti e molte cristiane in cammino e in ascolto del mondo portatori di una domanda autentica di liberazione.<\/p>\n<p>Ma quella tra \u201claici e cattolici\u201d \u00e8 solo la polarizzazione pi\u00f9 esplicita e radicale.<\/p>\n<p>Mi ha colpito come questa discussione abbia generato polemiche tra donne (e uomini) impegnate\/i nel femminismo e nel movimento lgbt con prospettive teoriche ed esistenziali differenti. Mi colpisce la tendenza a trasformare ogni conflitto in guerra corredata di insulti, sospetti e reciproche svalutazioni. E mi colpisce la tendenza diffusa a semplificare la posizione altrui fino a renderla una caricatura. Una modalit\u00e0 che impoverisce tutte e tutti. Non cerco il quieto vivere, anzi: vorrei che tutti\/e uscissero dal quieto vivere delle proprie certezze per rischiare l\u2019ascolto. Negli incontri nelle scuole mi capita spesso di fare riferimento alla ricchezza e alla pluralit\u00e0 della riflessione femminista: una risorsa per uscire dalle secche di una polemica sterile se assunta nella sua pluralit\u00e0.<\/p>\n<p>La riflessione critica sul genere (non la vagheggiata \u201cteoria del genere\u201d) non propone la neutralizzazione e nemmeno l\u2019interscambiabilit\u00e0 delle identit\u00e0, ma valorizza l\u2019irriducibile singolarit\u00e0 incarnata di ognuno e ognuna assumendo le differenze fuori da un ordine gerarchico.<\/p>\n<p>Ma ci sono contraddizioni e semplificazioni? S\u00ec. Credo, ad esempio, che la resistenza a una rappresentazione schiacciata sulla fissit\u00e0 di un dominio maschile e una immagine di soggezione o complicit\u00e0 femminile abbia spesso enfatizzato una rappresentazione ottimista e fiduciosa del performativit\u00e0 del linguaggio. A questa latente \u201cfantasia di onnipotenza\u201d fa riferimento, ad esempio, Pieroni:<\/p>\n<p><em>Ma come la costruzione sociale del genere ha fittiziamente separato il soggetto maschile dal corpo, la decostruzione del genere, svelando che il re \u00e8 nudo, rischia tuttavia di mantenere inalterata la separazione di corpo e mondo, se tutto diviene soggettivit\u00e0 disincarnata\u2026. La coscienza \u00e8 di nuovo separata dal corpo ed agisce su di esso come se questi fosse insensibile\u2026strumento al servizio della coscienza. L\u2019esito delle interpretazioni costruzioniste pi\u00f9 radicali \u00e8 invece, spesso, una sorta di delirio di onnipotenza che fa del corpo un mezzo per l\u2019identit\u00e0 e non concede ad esso limiti, cos\u00ec come non concede limiti all\u2019interventi sul mondo da noi stessi fittiziamente separato. (O. Pieroni , Pene d\u2019amore, Rubbettino 2002)<\/em><\/p>\n<p>Anche Maria Luisa Boccia osserva questo rischio:<\/p>\n<p><em>[\u2026]L\u2019accanimento a sottrarsi a qualsiasi appartenenza rivela un bisogno perfino ossessivo di far coincidere ci\u00f2 che si \u00e8 con l\u2019identit\u00e0 desiderata o progettata. Dietro le immagini di identit\u00e0 mutanti riemerge il profilo, gi\u00e0 definito alle origini della modernit\u00e0, del soggetto che si pone come artefice di se stesso e delle proprie condizioni di vita, dell\u2019individuo protagonista del contratto sociale in quanto sovrano di se stesso, nel corpo e nella mente. Mutano confini e forme di questa padronanza ma non la dinamica essenziale, dal momento che la soggettivit\u00e0 si scompone in identit\u00e0 sempre variabili, tutte ugualmente riferite alla volont\u00e0 razionale [\u2026]. Significativamente sono proprio le teorie postmoderne, che dichiarano l\u2019avvenuta dissoluzione del soggetto a rilanciare la concezione volontaristica del soggetto moderno. (Maria Luisa Boccia, La differenza politica, Milano, il Saggiatore, 2002)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Il riferimento a un soggetto artefice di se stesso, padrone del corpo \u00e8 particolarmente significativo per una riflessione critica sul maschile e sui modelli di libert\u00e0 maschile con cui siamo cresciuti.<\/p>\n<p>A questa e a molte obiezioni rivolte ad esempio alla teoria queer Judit Butler risponde:<\/p>\n<p><em>E se io insistevo sul fatto che i corpi sono, in un modo o nell\u2019altro, costruiti, forse pensavo veramente che le parole da sole avessero il potere di fabbricare i corpi con la loro sostanza linguistica? [\u2026] perch\u00e9 se dovessi dimostrare che i generi sono performativi vorrebbe dire che io penso che uno si alza la mattina, indugia davanti all\u2019armadio per scegliere il proprio genere, lo indossa per tutto il giorno, poi lo ripone ordinatamente la sera. [\u2026] certamente una teoria di questo tipo ripristinerebbe la figura umanista di un soggetto che sceglie, al centro di un progetto la cui insistenza sulla costruzione sembra dichiarare l\u2019esatto contrario. [\u2026] (Judith Butler(1993) Bodies that matter. On the discorsive limits of \u201csex\u201d. Routledge. Corpi che contano. I limiti discorsivi del \u201csesso\u201d. Feltrinelli 1996)<\/em><\/p>\n<p>Credo importante far notare che questo chiarimento Butler ce lo fornisce non a fronte delle polemiche di questi giorni ma in un suo testo del 1993 pubblicato in Italia nel 1996, dunque gi\u00e0 vent\u2019anni fa.<\/p>\n<p>E Butler precisa in modo interessante, pochi anni fa:<\/p>\n<p><em>[Mi riferisco a un] soggetto per il quale il significato ultimo e l\u2019intenzione dei propri impulsi non diventano enigmatici solo al bambino, ma in certa misura restano tali per tutta la vita [\u2026]. Ogni pulsione \u00e8 assediata da un\u2019estraneit\u00e0, o stranierit\u00e0 (\u00e9trang\u00e8ret\u00e9), e l\u2019\u201cio\u201d si scopre straniero a se stesso nei suoi impulsi pi\u00f9 elementari [\u2026]. Non pu\u00f2 rendere conto di com\u2019\u00e8 divenuto un \u201cio\u201d in grado di narrare se stesso [\u2026] [cos\u00ec] il desiderio conserva questa qualit\u00e0 esteriore e straniera anche quando diventa il desiderio del soggetto.<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec come nessuno pu\u00f2 rendere conto ad altri di come sia diventato ci\u00f2 che \u00e8, appare singolare l\u2019ansia che l\u2019intervento nelle scuole sul genere possa incrinare la naturalit\u00e0 dell\u2019orientamento eterosessuale e \u201cfare propaganda\u201d all\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti Butler aggiunge:<\/p>\n<p><em>&#8230;davvero l\u2019idea di un soggetto che non \u00e8 auto-fondato, di un soggetto, cio\u00e8 le cui condizioni di emergenza non possono mai essere totalmente raccontate, mina la possibilit\u00e0 di una responsabilit\u00e0 e quindi dell\u2019atto di dar conto di s\u00e9? [ \u2026] se anche il soggetto \u00e8 entit\u00e0 opaca a se stessa, mai pienamente auto trasparente e conoscibile[ \u2026] l\u2019opacit\u00e0 del soggetto pu\u00f2 avere origine nel suo essere concepito come un essere relazionale [ \u2026]. (J. Butler, (2005) Giving an account of oneself, Fordham University Press New York, . Critica della violenza etica, Feltrinelli, Milano, 2006)<\/em><\/p>\n<p>A quella che \u00e8 una caricatura della teoria Queer viene contrapposto, anche qui con molte semplificazioni, \u201cil femminismo della differenza\u201d. In realt\u00e0 con questa etichetta si includono spesso tutte quelle prospettive femministe che hanno contestato l\u2019orizzonte emancipazionista, la lotta contro le discriminazioni (che peraltro non andrebbe buttata con leggerezza alle ortiche) che diviene richiesta femminile di inclusione, di assunzione del modello maschile come riferimento. Ma a scegliere la liberazione, l\u2019espressione della soggettivit\u00e0 femminile rispetto all\u2019\u201duguaglianza\u201d non \u00e8 solo il femminismo della differenza ma anche quelle pratiche e riflessioni femministe che hanno fatto della sessualit\u00e0, del corpo, del rifiuto del binarismo sessuale, dello scavo nella dimensione inconscia della soggettivit\u00e0, un terreno di trasformazione ben pi\u00f9 profondo della mera rimozione degli ostacoli alla cittadinanza femminile.<\/p>\n<p>Gli stessi femminismi della \u201cdifferenza sessuale\u201d hanno storie, esiti e declinazioni molto differenti.<\/p>\n<p>Ci parlano non di una differenza come polarizzazione tra due identit\u00e0 che chiede omologazione all\u2019una o all\u2019altra, ma \u201cl\u2019esercizio del differire\u201d da destini obbligati:<\/p>\n<p><em>\u201cdifferenza sessuale\u201d [\u00e8] un concetto distinto, perfino divergente, da quello di identit\u00e0 femminile, [\u2026] La categoria della differenza \u00e8 proposta in un\u2019accezione che consente di pensare la singolarit\u00e0 come esistenza incarnata, non unilateralmente ricondotta al linguaggio, quale effetto del suo potere trasformativo, e non condannata alla scissione di corpo e mente, alla polarit\u00e0 tra natura e cultura. (M.L. Boccia, La differenza politica. Donne e cittadinanza, Il Saggiatore, 2001Milano)<\/em><\/p>\n<p>Adriana Cavarero ci propone non la ricerca di un\u2019astratta differenza originaria ma il riconoscimento e la trasformazione di una storia:<\/p>\n<p><em>\u201cpu\u00f2 sembrare che la ricerca dell\u2019essenza della donna radicata nella categoria della differenza sessuale dovesse dare risultati, per cos\u00ec dire, pi\u00f9 alti, rispetto a ci\u00f2 che abbiamo raggiunto, ossia una specie di constatazione di che cosa la donna al presente \u00e8. E dire \u201cal presente\u201d non \u00e8 dire poco, poich\u00e9 significa riferirsi alla lunga storia di sopraffazione che ha prodotto tale presente femminile, storia che appunto emerge in tutta la sua valenza negativa nella definizione della essenza della donna come esperienza di un\u2019intima e costitutiva separatezza di s\u00e9 da s\u00e9.\u00a0<\/em><em>Questa difficolt\u00e0 (o delusione) nasce tuttavia da un malinteso significato di ci\u00f2 che abbiamo chiamato \u201cessenza\u201d.\u00a0<\/em><em>Se infatti l\u2019essenza \u00e8 un contenuto immobile e fuori dal tempo, una verit\u00e0 custodita nella mente di Dio, un essere cos\u00ec da sempre e per sempre, allora davvero non \u00e8 questa che abbiamo trovato perch\u00e9 non \u00e8 questa che andavamo cercando.\u00a0<\/em><em>Il desiderio di scoprire le tracce di un femminile \u201coriginario\u201d. [\u2026] rischia di dilatare il nostro bisogno di una teoria di autoriconoscimento nella lontananza di una nostalgia dolorosa. [\u2026] l\u2019essere donna \u00e8 ora questo destino e necessariamente in esso si esperisce e si pensa. [\u2026] nella rappresentazione di una essenza perduta possiamo rimpiangerci, non ritrovarci.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><\/em>Lea Melandri descrive questo movimento interpretandolo e collocandolo nella vicenda del femminismo:<\/p>\n<p><em>Il primo femminismo nasce all\u2019insegna di questa ambiguit\u00e0.[\u2026] In un passaggio che leggo nella mia prima raccolta di scritti, L\u2019infamia originaria, si legge: \u201dChi pu\u00f2 vedere con chiarezza ci\u00f2 che sta all\u2019origine, perch\u00e9 non se ne \u00e8 mai separato, \u00e8 portatore di una verit\u00e0 che fa traballare tutte le analisi sociali e politiche, cresciute sulla negazione e la mistificazione di questa stessa origine\u201d. Il confinamento sul polo che \u00e8 parso il pi\u00f9 distante e il pi\u00f9 oscuro rispetto alla ragione storica dell\u2019uomo, diventa di per s\u00e9 forza per sovvertire il mondo. Ci\u00f2 che \u00e8 stato per cos\u00ec lungo tempo ombra, silenzio, sfondo, nel momento in cui si accinge a mostrarsi in pubblico, ribalta il proprio segno di miseria nella positivit\u00e0 di un \u201cprivilegio\u201d. (Melandri L. le passioni del corpo, la vicenda dei sessi tra origine e storia, Torino, Bollati Boringhieri, 2001)<\/em><\/p>\n<p>Confondere la differenza con l\u2019omologazione a ruoli complementari e gerarchici storicamente costruiti \u00e8 un fraintendimento, confondere tra \u201cnaturalit\u00e0\u201d e eternizzazione di questo ordine \u00e8 un imbroglio.<\/p>\n<p>Svelare la costruzione sociale dei modelli di genere, dunque, non vuol dire annullare le differenze, ma liberare le differenze dalla loro rappresentazione stereotipata e fissa e, soprattutto, contrastare l\u2019obbligo all\u2019omologazione. La differenza non \u00e8 solo quella tra donne e uomini, ma anche quella che io posso giocare nel mio essere maschio. Al contrario l\u2019unica possibilit\u00e0 di differenza che mi viene proposta socialmente \u00e8 quella di omologarmi ad un modello maschile fissato. Questa rappresentazione mi impone di essere come gli altri, di essere mimetico nel desiderio e nei comportamenti e mi impedisce quello scarto che \u00e8 essere altro, essere me stesso.<\/p>\n<p>Il tema mi pare sia: come possiamo proporre nelle scuole un discorso che interpreti e rafforzi il desiderio di libert\u00e0 delle persone e non un approccio normativo? Per farlo abbiamo bisogno di una riflessione consapevole sulle implicazioni teoriche della decostruzione dei modelli di genere. Ma soprattutto di una nozione di differenza non essenzialista e identitaria, di una lettura della performativit\u00e0 del linguaggio non ingenuamente ottimista: insomma di un\u2019idea della soggettivit\u00e0 complessa che non rimuova il corpo o il linguaggio. Forse se ragionassimo insieme senza steccati e semplificazioni potremmo costruire pratiche pi\u00f9 avanzate di trasformazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>*Articolo pubblicato da Stefano Ciccone (Maschile Plurale) il 8 aprile 2015 La scuola, la pubblicit\u00e0, i giochi, la televisione, i luoghi comuni, gli insulti, il linguaggio, propongono modelli stereotipati che attribuiscono a donne e uomini attitudini, destini e ruoli rigidamente vincolati? Questa costruzione \u00e8 talmente radicata, diffusa e pervasiva da diventare un contesto \u201cnaturale\u201d che &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":865,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[61,1],"tags":[],"class_list":["post-864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosa-pubblica-lui","category-news"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Come orientarsi tra le polemiche sul gender?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Una lucida analisi di Stefano Ciccone sulle polemiche intorno alle questioni di genere e contro gli stereotipi proposte nelle scuole italiane alle giovani generazioni.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Come orientarsi tra le polemiche sul gender?\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Una lucida analisi di Stefano Ciccone sulle polemiche intorno alle questioni di genere e contro gli stereotipi proposte nelle scuole italiane alle giovani generazioni.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Associazione LUI\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-04-17T11:05:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2019-04-23T07:19:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.associazionelui.it\/_mamawp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/GS-2-635x353.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"635\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"353\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"gabriele\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"gabriele\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"gabriele\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/8420ad753740e0253a9f3723da08d3ae\"},\"headline\":\"Modelli di genere nella scuola, nel linguaggio, nelle pratiche politiche: quando la polemica non aiuta a capire.\",\"datePublished\":\"2015-04-17T11:05:28+00:00\",\"dateModified\":\"2019-04-23T07:19:24+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/\"},\"wordCount\":2859,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/_mamawp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/GS-2-635x353.jpg\",\"articleSection\":[\"Cosa pubblica LUI\",\"News\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/\",\"name\":\"Come orientarsi tra le polemiche sul gender?\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/_mamawp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/GS-2-635x353.jpg\",\"datePublished\":\"2015-04-17T11:05:28+00:00\",\"dateModified\":\"2019-04-23T07:19:24+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/8420ad753740e0253a9f3723da08d3ae\"},\"description\":\"Una lucida analisi di Stefano Ciccone sulle polemiche intorno alle questioni di genere e contro gli stereotipi proposte nelle scuole italiane alle giovani generazioni.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/_mamawp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/GS-2-635x353.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/_mamawp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/GS-2-635x353.jpg\",\"width\":635,\"height\":353},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Modelli di genere nella scuola, nel linguaggio, nelle pratiche politiche: quando la polemica non aiuta a capire.\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/\",\"name\":\"Associazione LUI\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/8420ad753740e0253a9f3723da08d3ae\",\"name\":\"gabriele\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/f877f2bfa32411d9521767be8009da12b44d3a876b2c021a6cc830660fae2c46?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/f877f2bfa32411d9521767be8009da12b44d3a876b2c021a6cc830660fae2c46?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/f877f2bfa32411d9521767be8009da12b44d3a876b2c021a6cc830660fae2c46?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"gabriele\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.associazionelui.it\\\/it\\\/author\\\/gabriele\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Come orientarsi tra le polemiche sul gender?","description":"Una lucida analisi di Stefano Ciccone sulle polemiche intorno alle questioni di genere e contro gli stereotipi proposte nelle scuole italiane alle giovani generazioni.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Come orientarsi tra le polemiche sul gender?","og_description":"Una lucida analisi di Stefano Ciccone sulle polemiche intorno alle questioni di genere e contro gli stereotipi proposte nelle scuole italiane alle giovani generazioni.","og_url":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/","og_site_name":"Associazione LUI","article_published_time":"2015-04-17T11:05:28+00:00","article_modified_time":"2019-04-23T07:19:24+00:00","og_image":[{"width":635,"height":353,"url":"https:\/\/www.associazionelui.it\/_mamawp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/GS-2-635x353.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"gabriele","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"gabriele","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/"},"author":{"name":"gabriele","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/#\/schema\/person\/8420ad753740e0253a9f3723da08d3ae"},"headline":"Modelli di genere nella scuola, nel linguaggio, nelle pratiche politiche: quando la polemica non aiuta a capire.","datePublished":"2015-04-17T11:05:28+00:00","dateModified":"2019-04-23T07:19:24+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/"},"wordCount":2859,"image":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.associazionelui.it\/_mamawp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/GS-2-635x353.jpg","articleSection":["Cosa pubblica LUI","News"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/","url":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/","name":"Come orientarsi tra le polemiche sul gender?","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.associazionelui.it\/_mamawp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/GS-2-635x353.jpg","datePublished":"2015-04-17T11:05:28+00:00","dateModified":"2019-04-23T07:19:24+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/#\/schema\/person\/8420ad753740e0253a9f3723da08d3ae"},"description":"Una lucida analisi di Stefano Ciccone sulle polemiche intorno alle questioni di genere e contro gli stereotipi proposte nelle scuole italiane alle giovani generazioni.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.associazionelui.it\/_mamawp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/GS-2-635x353.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.associazionelui.it\/_mamawp\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/GS-2-635x353.jpg","width":635,"height":353},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/modelli-di-genere-nella-scuola-nel-linguaggio-nelle-pratiche-politiche-quando-la-polemica-non-aiuta-a-capire\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Modelli di genere nella scuola, nel linguaggio, nelle pratiche politiche: quando la polemica non aiuta a capire."}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/#website","url":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/","name":"Associazione LUI","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/#\/schema\/person\/8420ad753740e0253a9f3723da08d3ae","name":"gabriele","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f877f2bfa32411d9521767be8009da12b44d3a876b2c021a6cc830660fae2c46?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f877f2bfa32411d9521767be8009da12b44d3a876b2c021a6cc830660fae2c46?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f877f2bfa32411d9521767be8009da12b44d3a876b2c021a6cc830660fae2c46?s=96&d=mm&r=g","caption":"gabriele"},"sameAs":["https:\/\/www.associazionelui.it"],"url":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/author\/gabriele\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=864"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2929,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/864\/revisions\/2929"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}