{"id":1468,"date":"2018-01-05T08:38:47","date_gmt":"2018-01-05T07:38:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.associazionelui.it\/?p=1468"},"modified":"2019-04-19T12:22:28","modified_gmt":"2019-04-19T10:22:28","slug":"un-percorso-dedicato-alle-vittime-di-violenza-di-nadia-clementi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazionelui.it\/it\/un-percorso-dedicato-alle-vittime-di-violenza-di-nadia-clementi\/","title":{"rendered":"Un percorso dedicato alle vittime di violenza \u2013 Di Nadia Clementi"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo un&#8217;importante <a title=\"Un percorso dedicato alle vittime di violenza - Di Nadia Clementi\" href=\"https:\/\/www.ladigetto.it\/permalink\/71942.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo<\/a> in cui si parla di LUI&#8230;<\/p>\n<p>Un percorso sanitario dedicato, personalizzato e anonimo, esente da ticket, con l\u2019assegnazione di un codice di urgenza uniforme in tutti i <a title=\"Pronto Soccorso\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pronto_soccorso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pronto Soccorso<\/a> regionali dove, oltre al codice di triage verr\u00e0 assegnato un identificativo di Percorso (definito nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione dello stesso e visibile ai soli operatori sanitari) per avviare l\u2019assistenza immediata da parte di un\u2019apposita \u00e9quipe multidisciplinare alle donne che subiscono violenza.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto prevedono le modalit\u00e0 operative approvate nella <a title=\"Conferenza Stato-Regioni il 23 novembre\" href=\"http:\/\/www.regioni.it\/home\/conferenza-regioni-il-23-novembre-1801\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Conferenza Stato-Regioni il 23 novembre<\/a> scorso e sulle quali si \u00e8 espressa piena intesa.<\/p>\n<p>Significativa \u00e8 anche la data nella quale queste linee guida sono state approvate, ovvero a pochi giorni dal <a title=\"25 novembre, giornata internazionale dedicata alle donne vittime di violenza.\" href=\"http:\/\/www.raiplay.it\/video\/2017\/11\/25-Novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-39780172-13cd-41a1-a711-4f09cf6fefac.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">25 novembre, giornata internazionale dedicata alle donne vittime di violenza.<\/a><\/p>\n<p>Queste linee guida hanno molto in comune con un percorso iniziato nel lontano 2009 all\u2019<a title=\"Ospedale di Grosseto \" href=\"http:\/\/www.usl9.grosseto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ospedale di Grosseto<\/a> (la Toscana poi, a scaglioni, \u00e8 stata la prima Regione ad adottare il \u00abCodice Rosa\u00bb con piena diffusione gi\u00e0 nel 2014) dall\u2019idea di una giovane donna, <a title=\"Vittoria Doretti,\" href=\"http:\/\/www.gonews.it\/2017\/08\/15\/vittoria-doretti-riceve-premio-mangia-2017\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Vittoria Doretti,<\/a> medico di Siena designata dal Corriere della Sera nella lista delle 100 donne protagoniste del 2016.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 colei che ha dato vita al progetto \u00abCodice Rosa\u00bb, un percorso grazie al quale la vittima di violenza pu\u00f2 essere accolta, ascoltata, presa in carico e dove le viene risparmiato il dolore di dover ripetere il racconto dell\u2019abuso o violenza subiti a pi\u00f9 operatori.<\/p>\n<p>Si tratta di un percorso inter-istituzionale volto a creare delle procedure operative che consentano ai vari attori della rete di lavorare in maniera coordinata, sinergica ed omogenea.<\/p>\n<p>Il viaggio del Codice Rosa parte dal Pronto Soccorso di Grosseto nel 2009, \u00e8 proprio in quell\u2019anno che Vittoria Doretti ha per la prima volta l\u2019intuizione di un percorso dedicato che si prenda cura delle persone vulnerabili e tra queste, delle donne maltrattate o vittime di violenza sessuale.<\/p>\n<p>In Pronto Soccorso \u00e8 presente una stanza, cosiddetta stanza rosa, completamente anonima e che assicura il rispetto della privacy, luogo dove \u00e8 possibile l\u2019ascolto ed il dialogo tra vittima e l&#8217;operatore durante la visita.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre dotata degli strumenti che consento l\u2019esecuzione delle visite specialistiche in loco, come il lettino ginecologico, la doccia, la toilette, i kit per i prelievi per la raccolta delle fonti di prova in caso di abuso sessuale.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 permette alla vittima di poter essere accolta, trattata e visitata in luogo riservato senza doversi spostare tra i vari ambulatori del Presidio Ospedaliero ed evitare ulteriori traumatismi.<\/p>\n<p>Cambiano dunque i tempi nella stanza del Codice Rosa, che non sono pi\u00f9 quelli dettati dall\u2019emergenza clinica, ma dai tempi della persona.<\/p>\n<p>Altro passaggio, fondamentale, \u00e8 il collegamento dall\u2019emergenza in pronto soccorso alla successiva presa in carico in una rete di aiuto territoriale.<\/p>\n<p>Il tutto avviene dopo averne chiesto il consenso alla vittima e nel pieno rispetto della sua scelta, a prescindere dalla volont\u00e0 di sporgere o meno denuncia all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<p>In ogni momento del percorso esiste il pi\u00f9 assoluto rispetto dell\u2019autodeterminazione della persona.<\/p>\n<p>L\u2019intuizione di Doretti \u00e8 nata quando si \u00e8 resa conto che i casi di violenza denunciati in questura erano numericamente maggiori di quelli riconosciuti in ospedale, dove le vittime accedevano per essere curate.<\/p>\n<p>Inoltre, le capitava spesso di osservare traumi gi\u00e0 vecchi sul corpo delle donne e casi di incidenti domestici ripetuti alla stessa persona.<\/p>\n<p>Spesso accadeva che molte vittime, in attesa al pronto soccorso andassero via prima dell\u2019intervento dei medici, lasciando i segni di violenza misconosciuti. Da qui la certezza che c\u2019era qualcosa che non andava in ospedale, che il meccanismo di assistenza si inceppava, forse per il mancato riconoscimento, forse le vittime preferivano curarsi da sole piuttosto che esporsi a domande e dubbi da parte di chi avrebbe dovuto assisterle senza giudicarle.<\/p>\n<p>Mancava, e in troppi ospedali italiani manca ancora, il personale di primo soccorso preparato a riconoscere i casi di violenza e disponibile a collaborare con colleghi e forze dell\u2019ordine ad aiutare chi in quel momento \u00e8 solo, debole e incapace di reagire.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 nato il Codice Rosa che non punta a un\u2019eccellenza assoluta ma al fatto che dal pi\u00f9 grande Policlinico al pi\u00f9 piccolo Pronto Soccorso deve esserci una maggiore sensibilit\u00e0 e un lavoro in rete con i centri antiviolenza.<\/p>\n<p>Anche in Trentino, lo scorso 2 dicembre, a Riva del Garda si \u00e8 parlato delle linee guida approvate il 23 novembre durante il convegno dal titolo \u00ab<a title=\"Stalking, femminicidio e violenza sui minori\" href=\"http:\/\/www.altogardaeledro.tn.it\/La-comunita\/Comunicazione\/Ufficio-Stampa\/Stalking-femminicidio-e-violenza-sui-minori-il-convegno\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Stalking, femminicidio e violenza sui minori<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p>Al tavolo dei relatori c&#8217;era anche la dottoressa <a title=\"Francesca Bagaglia\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/francesca.bagaglia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Francesca Bagaglia<\/a>, psicologa di origini senesi che lavora a Bolzano, specializzata in psichiatria, psicopatologia forense e criminologia, con una particolare sensibilit\u00e0 per le tematiche della violenza sulle donne.<\/p>\n<p>L\u2019abbiamo incontrata al termine del convegno per saperne di pi\u00f9 su questo importante progetto e sui futuri o possibili sviluppi anche nella nostra Regione.<\/p>\n<p>Dottoressa Fracesca Bagaglia, ci racconta meglio come \u00e8 nata l\u2019intuizione del \u00abcodice rosa\u00bb?<\/p>\n<p>\u00abCome ha ben descritto, nel pronto soccorso di Grosseto Vittoria Doretti ed il suo staff si accorsero che qualcosa non stesse funzionando a dovere. Si intuiva che la violenza sulle donne avesse una diffusione enorme rispetto ai casi che emergevano al pronto soccorso e in Questura.<\/p>\n<p>\u00abLe donne non denunciavano, avevano paura e coprivano i loro aguzzini. Un giorno, come racconta Vittoria in il magico effetto domino, libro che racconta la nascita del Protocollo, si present\u00f2 in pronto soccorso una donna che aveva bisogno di essere accolta e curata per violenza sessuale. Aveva deciso di denunciare. Era passato troppo tempo per\u00f2 per trovare e raccogliere tracce dello stupratore. Fu l\u2019ennesima situazione di impotenza che diede la spinta per cambiare le cose.<\/p>\n<p>\u00abVenne istituito il percorso rosa che prevede un percorso protetto e di immediata attivazione al pronto soccorso secondo un protocollo costruito a partire dal rispetto dei bisogni della vittima. Al solo sospetto che ci si trovi di fronte ad un caso di violenza, scatta il protocollo: l\u2019attesa massima per la vittima \u00e8 di venti minuti. Si aprono le porte di una stanza protetta nella quale la donna \u00e8 separata dai familiari e pu\u00f2, invece, rimanere con i propri figli se presenti.<\/p>\n<p>\u00abIn questa stanza rosa trova immediata accoglienza e cure. Accanto alla profilassi prevista, vengono raccolte tutte le tracce biologiche e fotografati traumi e ferite fisiche che verranno conservate per un anno. Inoltre, la vittima o sospetta vittima viene accolta da personale specificatamente formato (medici, infermieri, assistenti sociali&#8230;) e viene informata su tutto ci\u00f2 che il territorio pu\u00f2 fare per sostenerla (a prescindere dalla volont\u00e0 o meno di denunciare).<\/p>\n<p>\u00abIl percorso, infatti, prevede la presenza di referenti sanitari e sociali per ciascuna delle quattro aree della provincia di Grosseto in tutte le 24 ore. La rete funziona proprio cos\u00ec e nel 2010 questo fu davvero un enorme punto di forza. La refertazione completa \u00e8 riconosciuta come valida nel metodo e nella sostanza dalla Procura (in caso vi sia l\u2019intenzione a procedere della vittima) e le forze dell\u2019ordine si coordinano per le possibili misure di protezione.<\/p>\n<p>\u00abIl fatto di conservare le tracce per un anno consente alla vittima di abuso di poter valutare e pensare ad una denuncia potendo recuperare tutto entro i sei mesi previsti dalle norme vigenti in materia di violenza e maltrattamento.<\/p>\n<p>\u00abCon questo sistema si protegge la donna dal dover raccontare pi\u00f9 volte il trauma vissuto, da un punto di vista formale si garantisce inoltre, una maggiore validit\u00e0 delle dichiarazioni rese che non subiscono nei diversi passaggi manipolazioni spesso involontarie.<\/p>\n<p>\u00abLa vittima poi \u00e8 accolta direttamente da una persona preparata a farlo, ha di fronte un viso, una voce, un corpo e non deve varcare un\u2019ennesima soglia oltre la quale non sa immaginare chi trover\u00e0 ad ascoltarla.<\/p>\n<p>\u00abInfine e non per importanza, lo staff ed il centro antiviolenza formano (gratuitamente ed in tempi molto snelli) il personale dell\u2019ospedale e del <a title=\"118\" href=\"http:\/\/118italia.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">118<\/a>. Questo comporta la sensibilizzazione di un numero molto grande di persone che possono, non solo intervenire correttamente, ma intercettare anche quelle situazioni di violenza ancora non emerse.<\/p>\n<p>\u00abLe sentinelle intervengono quando scoprono segnali di violenza tra le donne con cui sono quotidianamente e normalmente in contatto, le informano, parlano loro del protocollo.<\/p>\n<p>\u00abParlano del Protocollo anche a casa con i loro mariti, la violenza di genere diventa motivo di confronto e questo ha un enorme potere di sensibilizzazione e prevenzione. Diventa un sapere condiviso all\u2019interno della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abNel periodo in cui dedicai il mio tirocinio a Vittoria e alla sua squadra rimasi sorpresa proprio dalla potenza che questo Protocollo aveva sul territorio, territorio peraltro molto difficile. La provincia di Grosseto ha molte piccole frazioni montane e marittime, culturalmente ha una forte connotazione patriarcale.<\/p>\n<p>\u00abEppure quando ci muovevamo tutti conoscevano il Protocolli, tutti si rendevano disponibili a cercare un alloggio protetto, un rifugio per le madri e spesso anche un lavoro che permettesse loro di avere un\u2019indipendenza economica. Il protocollo aveva e ha modificato radicalmente la prospettiva con cui venivano percepite le vittime di violenza di genere.\u00bb<\/p>\n<p>Nella pratica ci spiega come funziona e come pu\u00f2 essere applicato nei Pronto Soccorsi pi\u00f9 piccoli?<\/p>\n<p>\u00abIl protocollo pu\u00f2 essere adottato da qualsiasi Pronto Soccorso in rete con un centro antiviolenza e con la Procura e le forze dell\u2019ordine. Non coinvolge altre figure professionali ma si appoggia a chi nel territorio gi\u00e0 opera nell\u2019intervento di contrasto alla violenza e nel supporto alle vittime.<\/p>\n<p>\u00abPertanto non presuppone costi aggiuntivi per l\u2019Asl e le Pubbliche Amministrazioni che lo adottano e anche questo \u00e8 un vantaggio enorme.<\/p>\n<p>\u00abOgni donna che subisce violenza prima o poi finisce al Pronto Soccorso e non \u00e8 un caso che sia nato proprio qui dove la sensibilit\u00e0 ed il coraggio di Vittoria e del suo staff hanno risposto ad un allarme sociale e al grido silente di molte donne.\u00bb<\/p>\n<p>La Toscana \u00e8 stata la prima regione ad adottare a pieno questa idea, pu\u00f2 essere un modello esportabile?<\/p>\n<p>\u00abL\u2019adozione del Protocollo si \u00e8 estesa da Grosseto a tutte le Province della Toscana, negli anni \u00e8 stato adottato da molte strutture ospedaliere in diverse regioni italiane.<\/p>\n<p>\u00abLa squadra di Grosseto ha partecipato a pieno titolo all\u2019elaborazione delle linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di denominazione Percorso per le donne che subiscono violenza.\u00bb<\/p>\n<p>Tutte le regioni hanno approvato le linee guida, la <a title=\"Provincia Autonoma di Trento\" href=\"http:\/\/www.provincia.tn.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Provincia Autonoma di Trento<\/a> e <a title=\"Provincia Autonoma di Bolzano\" href=\"http:\/\/www.provincia.bz.it\/it\/default.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bolzano<\/a> (che hanno la delega sulla sanit\u00e0) potranno attuare queste linee guida in modo diverso? Magari pi\u00f9 efficace?<\/p>\n<p>\u00abIndubbiamente il Protocollo Codice Rosa pu\u00f2 essere adottato e arricchito. Stiamo parlando di un metodo di contrasto alla violenza che trae efficacia dall\u2019essere prima di tutto un Protocollo di rete interforze. Pertanto la rete non solo pu\u00f2 arricchirsi, ciascun attore della rete operante nel territorio per ci\u00f2 che \u00e8 nella propria competenza professionale, ma questo \u00e8 proprio auspicato. Questa impostazione garantisce un\u2019esperienza ormai corroborata che pi\u00f9 solo arricchirsi senza porre la questione di dover accogliere uno o l\u2019altro progetto.<\/p>\n<p>\u00abIn ogni territorio del nostro Paese, ormai da anni molti enti e istituzioni con i centri antiviolenza in prima fila, hanno portato avanti un durissimo lavoro e molti risultati eccellenti nel contrasto alla violenza di genere. Spesso \u00e8 stato l\u2019operare nell\u2019isolamento che ha ridotto l\u2019efficacia anche di eccellenti progetti e risorse messe in campo. Ecco perch\u00e9 reputo importantissimo il cambiamento di prospettiva che questo Protocollo introduce: consegna a ciascun territorio la possibilit\u00e0 di potenziare le proprie risorse nell\u2019ottica di rete.<\/p>\n<p>\u00abSe penso a quanto sia importante avere una stanza dedicata nel Pronto Soccorso che consenta ad una vittima di non aspettare ore accanto al muratore con un trauma al braccio, o all\u2019affrontare l\u2019attesa di una visita in ginecologia accanto ad una partoriente, credo che non si possa far altro che desiderare che ci\u00f2 sia possibile anche vicino a noi. A questo poi si possono aggiungere strategie efficacissime provenienti da altri approcci e da altri metodi.\u00bb<\/p>\n<p>Per ottenere un grande risultato contro la violenza sulle donne, ma come la sanit\u00e0 pu\u00f2 lavorare sulla prevenzione?<\/p>\n<p>\u00abLa prevenzione \u00e8 un punto centrale e non solo la sanit\u00e0 ma tutti coloro che si occupano di violenza di genere sono chiamati a dare il contributo. Precedentemente ho raccontato cosa ho visto accadere a Grosseto e molto ancora potrei dire a riguardo, ma credo che la prevenzione non sia un ambito solo sanitario. A Livorno ad esempio, ho avuto contatti con colleghi molto in gamba che hanno dato vita al progetto LUI.<\/p>\n<p><a title=\"Dott. Jacopo Piampiani\" href=\"http:\/\/www.studiocon-te.it\/members\/jacopo-piampiani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jacopo Piampiani<\/a> e <a title=\"Avv. Gabriele Lessi\" href=\"https:\/\/it.linkedin.com\/in\/gabriele-lessi-52a46661\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gabriele Lessi<\/a>, portano avanti ufficialmente dal 2011 un progetto che li vede impegnati su una riflessione critica inerente gli stereotipi del maschile. In tal senso l&#8217;Associazione LUI vuole essere un&#8217;opportunit\u00e0 per tutte quelle persone (di diverso orientamento politico, religioso, sessuale, sociale), che desiderano confrontarsi sulla propria idea di essere maschi nella societ\u00e0 d&#8217;oggi.<\/p>\n<p>\u00abPertanto anche loro hanno pensato si potesse fare di pi\u00f9. In questo lavoro sul maschile Jacopo e Gabriele si sono resi conto che un&#8217;importante aspetto da affrontare fosse la violenza maschile sulle donne. A tal proposito i due professionisti, il primo uno psicologo-psicoterapeuta, altro un avvocato hanno deciso di formarsi direttamente presso i primi centri europei e mondiali che affrontassero tale delicato tema, dando quindi origine al servizio <a title=\"P.U.M. - Programma Uomini Maltrattanti\" href=\"http:\/\/www.associazioneippogrifo.it\/uomini-maltrattanti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">P.U.M. &#8211; Programma Uomini Maltrattanti.<\/a> Servizio dedicato a quegli uomini che vogliono cessare ogni loro comportamento violento.<\/p>\n<p>\u00abPer portare avanti tale difficile compito l&#8217;Associazione LUI si interfaccia con tutte le realt\u00e0 territoriali. Accanto a questo potrei citare tantissimi altri progetti e mi piacerebbe ci fosse uno spazio dedicato proprio a molte di queste eccellenze, ma qui mi limito a ci\u00f2 che fa parte della mia formazione come psicologa forense.\u00bb<\/p>\n<p>Che ruolo gioca l\u2019assistenza psicologica nel caso di una donna giunta all\u2019ospedale e vittima di violenza?<\/p>\n<p>\u00abL\u2019assistenza psicologica per una donna vittima di violenza \u00e8 fondamentale perch\u00e9 chiedere aiuto \u00e8 difficilissimo. Le pressioni psicologiche, culturali, economiche, da superare per far emergere il trauma subito sono tantissime.<\/p>\n<p>\u00abUna volta compiuto questo enorme e dolorosissimo passo, inizia un percorso nuovamente difficile e doloroso. Per la donna diventa determinante sotto molti punti di vista avere un sostegno psicologico. Questo pu\u00f2 fare proprio la differenza.<\/p>\n<p>\u00abChi subisce violenza spesso deve affrontare radicali cambiamenti nella propria vita: separazione, affido dei figli, cambiamenti di residenza, iter processuale, cambiamenti lavorativi. Incontra la difficolt\u00e0 di essere ascoltata e creduta, spesso combatte con il giudizio negativo delle persone che la circondano, ma soprattutto deve ricostruirsi come donna perch\u00e9 dalla violenza \u00e8 proprio l\u2019identit\u00e0 della persona ad uscirne profondamente ferita.<\/p>\n<p>\u00abTutto il processo per cui la donna prima si sente vittima e poi ha la necessit\u00e0 di recuperare un\u2019immagine di s\u00e9 che non sia di vittima ma di colei che riprende in mano la propria vita, che si perdona per aver permesso che tutto ci\u00f2 accadesse, \u00e8 delicatissimo, doloroso e lungo.<\/p>\n<p>\u00abLa vittima corre il rischio di fermarsi prima, di non riuscire a fronteggiare i cambiamenti in ogni aspetto saliente della vita, pertanto un affiancamento qualificato che le consenta di sorreggersi mentre ricostruisce le fondamenta di s\u00e9 \u00e8 essenziale per la sua rinascita e per prevenire tutti quegli stati psicopatologici che possono subentrare a seguito del trauma.\u00bb<\/p>\n<p>Stalking e femminicidio sono spesso l\u2019uno la diretta evoluzione dell\u2019altro, quali le forme legali per fermare il fenomeno?<\/p>\n<p>\u00abDa psicologa rimango fedele alla mia formazione e rimando ai colleghi avvocati una corretta e approfondita informazione in merito. Posso per\u00f2 dire che le leggi e le tutele legali ci sono, ma affinch\u00e9 possano funzionare bene occorre chiedere aiuto, refertare e produrre tracce di quanto accaduto.<\/p>\n<p>\u00abMolto \u00e8 stato fatto proprio a Grosseto, ma occorre fare alcuni passi in pi\u00f9. Per molte donne \u00e8 impensabile pensare di produrre una certificazione sul danno esistenziale subito. \u00c8 difficile pensarlo, e spesso \u00e8 troppo oneroso permettersi un professionista privato.<\/p>\n<p>\u00abOccorre lavorare ancora molto sulla cultura del ruolo sociale maschile e del ruolo maschile in relazione con il femminile. Occorre infine, lavorare sul femminile perch\u00e9 ancora troppe donne cadono nel tranello del giudicare le scelte di altre donne perdendo di vista il ruolo del maschio.<\/p>\n<p>\u00abIl caso <a title=\"Weinstein\" href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/speciali\/editoriali\/2017\/10\/23\/caso-weinstein-hollywood-mai-piu-come-prima_ad4836ba-94af-4896-9f0e-bd30febddfc6.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Weinstein<\/a> e di <a title=\"Asia Argento\" href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2017\/10\/27\/news\/asia_argento_e_polemica_con_guia_soncini_su_twitter-179486557\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Asia Argento<\/a> la racconta lunga. Qualunque sia il motivo per far emergere un abuso dopo tanto tempo, rimane il fatto di una proposta indecente che mai dovrebbe essere posta a nessuno. \u00c8 la premessa che \u00e8 di per s\u00e9 erronea che non pu\u00f2 che produrre sofferenza, in ogni caso.<\/p>\n<p>\u00abDico questo perch\u00e9 \u00e8 lo stato di diritto del femminile che deve essere tutelato, riconosciuto e protetto. Ogni giorno incontro e ascolto adolescenti e giovani donne osservo che, rispetto ai decenni del passato prossimo, la cultura di genere ha fatto passi indietro.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo riappropriarci di una maggiore consapevolezza e, da donne, costruire un\u2019alleanza pi\u00f9 forte con le giovani generazioni perch\u00e9 il diritto sia abitato. Per fortuna il reato di stalking non \u00e8 pi\u00f9 sanabile con una condotta riparatoria (risarcimento) ma non possiamo continuare ad aspettarci che le norme e la giurisprudenza siano un traino per la costruzione sociale, da sole le leggi non tutelano.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo imparare ad abitarle, dobbiamo essere dalla parte della civilt\u00e0 e dei diritti umani senza timore. Perch\u00e9 ci\u00f2 possa realizzarsi \u00e8 fondamentale condividere con l\u2019universo maschile un\u2019idea propositiva di come vorremmo la nostra societ\u00e0, di come le relazioni possano essere paritarie e dei vantaggi che tutto questo comporta.<\/p>\n<p>\u00abNoi siamo donne e siamo forti nell\u2019amore e nel dialogo: questo possiamo mettere in gioco. L\u2019amore che non \u00e8 accettazione indiscriminata ma amore del confronto, del dialogo e del rispetto, dell\u2019esempio.\u00bb<\/p>\n<p>Nadia Clementi &#8211; n.clementi@ladigetto.it<\/p>\n<p>dott.ssa Francesca Bagaglia &#8211; f.bagaglia@gmail.com<\/p>\n<p>sito web Francesca Bagaglia su Facebook e LinkedIn<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo un&#8217;importante articolo in cui si parla di LUI&#8230; Un percorso sanitario dedicato, personalizzato e anonimo, esente da ticket, con l\u2019assegnazione di un codice di urgenza uniforme in tutti i Pronto Soccorso regionali dove, oltre al codice di triage verr\u00e0 assegnato un identificativo di Percorso (definito nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione dello stesso e visibile ai soli operatori 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