17 giugno 2014

Verso il superamento di stereotipi e discriminazioni di genere

Stereotipi di Genere2

Durante l’arco di tempo che va dal 28 marzo 2014 al 9 maggio 2014, l’Associazione LUI, grazie all’Associazione Ippogrifo - Centro Anti-violenza e Responsabile del Centro Donna del Comune di Livorno - ha avuto l’opportunità di svolgere delle docenze, presso la scuola I.S.I.S. “Niccolini-Palli” di Livorno, per il progetto dal titolo: “Verso il superamento di stereotipi e discriminazioni di genere“.

Un ciclo intenso di nove incontri, per un totale di diciotto ore di docenze, che ha permesso a molti giovani di confrontarsi sulle tematiche di genere (modulo 1: STEREOTIPI DI GENERE; modulo 2: VIOLENZA DI GENERE; modulo 3: GLI AUTORI DI COMPORTAMENTI VIOLENTI), a partire dalle proprie emozioni e dai propri vissuti personali e di classe: questa caratteristica ha fatto la differenza, poiché le attività proposte dai due facilitatori incaricati erano basate sul modello della peer-education,

La Peer Education (letteralmente “Educazione tra Pari“) indentifica una strategia educativa volta ad attivare un processo spontaneo di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un intervento che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un’esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti. Questa pratica va oltre la consueta pratica educativa e diviene una vera e propria occasione per il singolo soggetto, il gruppo dei pari o la classe scolastica, per discutere liberamente e sviluppare momenti transferali intensi. Per chi volesse approfondire, si consiglia il testo di G.Boda, Life skill e peer education: strategie per l’efficacia personale e collettiva, Milano, La Nuova Italia, 2001. [visualizza la scheda descrittiva.pdf (76930) dalla Banca Dati BIBL]

La peer-education si prefigge dunque di ampliare il ventaglio di azioni di cui una persona dispone e di aiutarla a sviluppare un pensiero critico sui comportamenti che possono ostacolare il suo benessere fisico, psicologico e sociale e una buona qualità della vita, per sé e per gli altri.

In questo percorso gli allievi e le allieve sono state veramente parte attiva lungo tutto il processo di apprendimento, riprova ne sono gli elaborati e le riflessioni che alcuni e alcune di loro ci hanno volontariamente inviato una volta finito il progetto.

Per rendere omaggio ai loro pensieri e riflessioni, desideriamo riportare di seguito due testimonianze, rese anonime al fine di tutelare la loro privacy:

“Il progetto sui pregiudizi e stereotipi che ho affrontato e “vissuto” con la mia classe è stato molto interessante poiché ha trattato dei temi molto attuali. Tali temi sono stati principalmente la violenza; della quale ho scoperto l’esistenza di molti tipi diversi; tra cui la violenza di genere (ossia l’insieme di tutti quei comportamenti aggressivi e violenti verso una classe di soggetti poiché sono di un determinato sesso, maschile o femminile) oppure la violenza assistita, che consiste in un trapasso della violenza. Per esempio i bambini che vedono fare violenza in famiglia, sui mass-media, nel loro contesto sociale ecc…. Saranno più predisposti a diventare persone violente. Su tale tipologia di violenza abbiamo visto anche un filmato dal titolo: “Children see and children do” molto significativo e di grande impatto, nel quale si susseguivano una serie di episodi in cui i comportamenti dei genitori venivano imitati dai loro bambini (gettare rifiuti, fumare, gridare, picchiare ecc…). Un’altra violenza che ho scoperto ed approfondito nei vari incontri è stata quella di matrice religiosa nella quale un soggetto fa violenza perché dettata dalla religione in cui crede. Un’altra importante cosa che ho imparato durante questo progetto è che la violenza non è rivolta esclusivamente alle donne ma anche verso altre categorie (omosessuali ecc…) ed anche verso gli uomini; infatti l’associazione in cui lavorano i due ragazzi che ci hanno accompagnato nel corso dei tre incontri facevano parte del’Associazione “Lui”, ossia un associazione disposta da ascoltare ed aiutare, tramite un percorso, gli uomini in difficoltà. In questo progetto ho capito inoltre che violenza, pregiudizi e stereotipi si affacciano continuamente nella nostra vita, molto spesso però non ce ne rendiamo conto infatti anche in una semplice ed apparentemente innoqua canzone ci possono essere concetti violenti (ad es. nella canzone “vittima” dei Modà). Ritornando al discorso della violenza ho approfondito inoltre il fatto che essa può essere di diversi tipi (fisica, sessuale, psicologica, economica, assistita); … spesso quella psicologica è peggiore rispetto alla violenza fisica poiché una brutta offesa rimane per sempre mentre un livido o una ferita prima o poi guariscono. Concludo la mia relazione dicendo che questi tre incontri sono stati molto costruttivi, oltre ad essere stati interessanti, poiché abbiamo imparato ad osservare e rispettare delle regole sociali (ad es. alzare la mano per parlare ecc….), inoltre diverse volte durante ciascuno incontro ci siamo suddivisi in sottogruppi di lavoro, imparando così a collaborare insieme ad altre persone. Per un mondo migliore bisognerebbe svegliarci ogni mattina ricordandoci che la violenza è sempre stato il metodo e l’arma di chi non ha cervello …“. – TOMMASO

“Questo progetto mi è piaciuto molto e mi hanno colpito molte cose, soprattutto il modo con cui si analizzavano i singoli aspetti di questi comportamenti negativi analizzandoli sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista pratico attraverso la visione di video che ci mostravano il modo in cui questi determinati soggetti attuavano questo comportamento. Come definizione di pregiudizio ci è stata data la seguente: comportamento negativo che può formarsi con la relazione intra personale o fra gruppi che può avvenire verso una persona, un esempio potrebbe essere le persone di colore oppure gli ebrei al tempo del nazismo. Inoltre ci hanno spiegato i diversi effetti negativi che possono nascere da pregiudizi e stereotipi che vanno dallo scherno, alla disuguaglianza nei trattamenti economici, all’emarginazione. Possiamo pero dire che la cosa a cui puntano maggiormente e la diminuzione dell’autostima e poi più raramente ai trattamenti autolesionisti e all’effetto pigmalione (che possiamo spiegare dicendo che è una profezia che si auto avvera). Oltre ai pregiudizi e agli stereotipi abbiamo parlato anche della violenza, classificandola in violenza di genere, sessuale, psicologica, familiare che è quella che mi ha colpito di più perché potrebbe essere impensabile che un genitore o un marito faccia violenza verso la moglie o in casi estremi verso i figli che ha creato lui stesso. Inoltre ci hanno fatto vedere un video molto interessante il cui nome era “Children see, Children do” ovvero bambini vedono, bambini fanno; una frase che può essere interpretata sia in modo positivo sia negativo: positivo nel caso in cui i genitori fanno vedere insegnamenti “giusti” hai figli, in modo negativo, che è la parte che emerge per la maggiormente nel video, ovvero i bambini vedono i genitori che fanno cose negative e le ripetono. Un’altra cosa che mi ha colpito è che alcune volte in alcune canzoni molto conosciute ci sono alcuni comportamenti che possiamo interpretarli come comportamenti negativi ovvero pregiudizi, … Inoltre posso fare una considerazione dicendo che molte persone pensano che il genere di musica pop sia un genere che dà insegnamenti giusti e altri generi tipo il rap sia un genere che dà insegnamenti negativi questo è un pregiudizio perché alcuni cantanti di questo genere danno insegnamenti positivi oppure ti danno una visione del mondo diversa. Dobbiamo essere consapevoli che anche se siamo nel 2014 sono presenti ancora alcuni uomini che pensano che i lavori domestici devono essere fatti solo dalle donne, un’idea che dovrebbe essere già passata da diversi secoli ma che invece è sempre presente”. – SARA

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