27 settembre 2014

Una bambola per Alberto

Una bambola per Alberto

In questi giorni mi sono recato a fare un regalo presso la mia libreria preferita di Livorno: “Il teatro dei libri”. Come spesso accade, quando entro in una libreria, sono entrato per un libro e ne sono uscito con tre. Ho comprato comprato tre libri molto belli:

In particolar modo vorrei soffermarmi sull’ultimo, un libro contro gli stereotipi di genere, in cui gli stereotipi vorrebbero imporre giochi per femmine e giochi per maschi, cercando di correggere eventuali diverse aspirazioni. A mio avviso il libro lancia una riflessione anche per i padri, auspicando verso una tipo di paternità consapevole (delle proprie capacità genitoriali e desideri) piuttosto che responsabile (che potrebbe quindi far pensare piuttosto a un significato che può risultare utilitaristico, associato con i doveri di un padre, impegnata quindi solo su un versante materiale): “Ma che bisogno ha [un bambino] di una bambola? È un maschio!” diremmo forse noi, proprio come dice il papà di Alberto. “Ne ha bisogno – spiega la nonna – così quando sarà un papà saprà prendersi cura del suo bambino, dargli da mangiare, volergli bene e regalargli le cose che davvero desidera”. Un libro che invita quindi a smontare immaginari e stereotipi di genere anacronistici e a sostituirli con visioni rispettose dei bambini, dei loro desideri e delle loro fantasticherie, dei loro bisogni di identificazione e differenziazione.

JP

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