23 novembre 2012

L’amore non vince su tutto

contro la violenza maschile sulle donne

Mancano poche ore al 25 novembre, giornata che il mondo dedica al contrasto alla violenza sulle donne ed alla violenza di genere, data che per l’Associazione LUI significa anche il compimento effettivo del primo anno di vita. Ci teniamo molto a ricordare questa coincidenza di eventi, in quanto significativa rispetto agli obiettivi della nostra associazione: stimolare e creare, nel nostro piccolo, una nuova cultura maschile, non violenta, rispettosa delle differenze di genere, a partire da una riflessione critica circa le esperienze maschili che ci hanno accompagnato fino alla società odierna. Tutto ciò perché crediamo fermamente che la violenza di genere, ed in particolare quella perpetrata nei confronti delle donne, sia frutto principalmente di problemi culturali, interni alla nostra società. Problemi culturali che riguardano i maschi. Pensiamo che sia sbagliato patologizzare la violenza contro le donne, vogliamo che questo tipo di azione violenta sia definita per quel che è: violenza maschile contro le donne. D’altra parte tutti i giorni abbiamo la riprova di questa tesi: cosa c’è di patologico nel comportamento lucido del ventenne palermitano che voleva uccidere la sua ex e che “visto che c’era” ha ucciso la sorella che le faceva da scudo? I verbali dell’interrogatorio del carnefice, in merito al citato caso di Palermo dell’ottobre scorso, ci lasciano sbigottiti per la lucida giustificazione che lo stesso dichiara agli inquirenti: ha agito violenza perché non si rassegnava alla fine della storia d’amore, troncata dalla vittima a tempo debito. Ennesimo esempio di come certi maschi distorgano il concetto di amore, intendendolo come mero possesso di qualcosa di materiale, nella fattispecie la donna. L’amore, quindi, non vince su tutto. Questo è solo uno degli ultimi eclatanti fatti di cronaca nera, che racchiude il peggio di ciò che può produrre la sottocultura maschilista italiana. Smettiamola con il perbenismo di facciata ed iniziamo ad agire insieme, soprattutto noi maschi, per costituire un movimento di pensiero che ci liberi finalmente da questo fardello morale. Gli strumenti giuridici a tutela della incolumità delle donne e contro i maschi carnefici certamente sono aumentati negli ultimi anni, basti pensare alla normativa sul reato di atti persecutori (c.d. stalking) datata 2009, fino ad arrivare alla prossima ratifica italiana della Convenzione di Istanbul, trattato internazionale che affronta il fenomeno della violenza maschile contro le donne, che armonizzerebbe la legislazione italiana a quella internazionale, con l’obiettivo di prevenire i fatti delittuosi, proteggere le vittime e perseguire penalmente gli aggressori. Tutto questo, però, non basterà a scardinare la piaga della violenza sulle donne, se non avremo il coraggio, noi maschi, di guardarci negli occhi l’un l’altro, riconoscendo le nostre responsabilità, mettendo in discussione il percorso da dove veniamo. Metterci in discussione non vuole essere un mezzo per azzerarci tra maschi, per dare un colpo di spugna, bensì è il solo metodo che ci rimane per capire le radice della violenza che agiamo sulle donne. Si agisce violenza sulle donne anche quando si favorisce la “cultura dell’immagine della donna oggetto”, sbattuta in evidenza sui media, che, dati alla mano, determina molte scelte economiche che compiamo quotidianamente. Noi maschi di LUI, in questo primo anno di vita associativa, abbiamo provato a cimentarci in attività associative intellettuali ed esperienziali tese ad incrementare, in noi stessi e, di riflesso, negli altri, il dialogo interno al maschile, cercando in ogni momento di interessarci alle questioni riguardanti le emozioni ed il ruolo di cura al maschile. Con spirito di buona volontà mettiamo a disposizione il nostro lavoro, restituendolo in forma virtuale nel sito internet www.associazionelui.it, che abbiamo pensato e creato con passione. Vogliate dedicare pochi minuti del vostro tempo per visionare il nostro sito, affinché possiate conoscere le attività che svolgiamo, tutte con l’obiettivo di costruire una società del futuro dove si possa concretizzare il sogno di una paritaria dignità tra i generi, svincolata dalle logiche della violenza.

Per LUI

(GL)

 

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