17 maggio 2016

La cosa più normale

La cosa più normale

Oggi è la Giornata internazionale contro l’omofobia. E’ l’occasione per una breve riflessione. La discriminazione legata agli orientamenti sessuali delle persone è, per prima cosa, una violazione del diritto umano di esistere come uomini e donne liber*. Non dovrebbe esserci bisogno di una sigla, IDAHOBIT (acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), per ricordare che sotto questo cielo siamo tutt* uguali.

In un periodo storico molto proficuo per le battaglie dei movimenti LGBTQI è piuttosto facile salire sul carro dei vincitori, anche solo per accaparrarsi simpatie e luci riflesse (o voti). Molto più difficile è essere davvero garanti, con le nostre singole vite quotidiane, dell’impegno alla non-discriminazione.

In queste poche righe mi vorrei riferire non tanto a chi ha ben chiaro il concetto, bensì a chi – nella totale indifferenza – continua a nutrire, più o meno consciamente, il substrato della discriminazione e delle violenze.

Mi spiego meglio.

A mio avviso c’è un grosso equivoco nella mente di molti: essere più o meno a favore di legislazioni (civilistiche) che estendono garanzie e diritti a concittadin* finora non tutelati legalmente non ha niente a che vedere con il sacrosanto diritto alla non-discriminazione per via del proprio orientamento sessuale.

Non sono tanto stupido da non capire la stretta relazione che, purtroppo, esiste tra il fronte della “crociata” oltranzista e l’omofobia… .

Ciò che mi interessa è fare spazio tra le idee confuse.

Dogma: le idee, i valori, la fede, i principi del singolo, sono tutti legittimi quando non comprimono – o addiritura eliminano – i diritti alla vita, alla salute, alla sicurezza, alla uguaglianza ed alla libertà di tutt*.

Banalità, direte. Non proprio. Filosofia del diritto?, forse.

Eppure, quando si tratta di commentare gli strazianti episodi del terrorismo internazionale in Occidente (anche di matrice religiosa), ci risulta molto più facile percepire il valore del dogma appena esposto.

Credo che la “cosa più normale” sia quella di non schiacciarci su un “pensiero unico” ma di poterci esprimere liberamente – anche in totale contrasto con le istanze politiche LGBTQI (e lo sottolineo, laddove alcune opinioni non allineate vengono subito definite come omofobiche, senza appello) – senza però intaccare i diritti umani di base, che tracciano il solco tra una società civilizzata e la barbarie.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” (Art. 1, Dichiarazione Universale dei diritti umani, 1948).

Tanto per ricordarlo.

(Gabriele Lessi)

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