13 gennaio 2013

Il maschile secondo LUI

condivisione

Cari amici ed amiche di LUI,

ci auguriamo che il 2013 sia un anno più sereno per tutti!

Ripartendo con slancio con gli incontri bisettimanali del Gruppo di condivisione di LUI, lunedì 7 gennaio scorso, ci siamo cimentati in una divertente e stimolante attività: la realizzazione di un cartellone, con collage, disegni e testi, relativamente alla nostra idea di maschile.

Il “fanciullino” pascoliano, che dorme dentro di noi, ha fatto capolino attraverso la rappresentazione, su 7 cartoncini bristol, delle nostre idee di essere maschi oggi.

Ognuno ha interpretato a modo suo il tema: chi facendo introspezione, chi facendo mente agli stereotipi di genere, chi cercando di usare entrambi gli elementi (uniti anche dall’umorismo).

Gli impatti visivi degli elaborati sono stati molto differenti, alcuni più ricchi di spazio tra immagini e testi, altri carichi di elementi.

Un aspetto interessante è stato il confronto tra le interpretazioni rese dal Gruppo, sui significati dei singoli cartelloni, e l’interpretazione originaria dell’autore. Sono nati nuovi punti di vista sul medesimo lavoro.

Per volontà di rendere partecipi gli utenti del nostro sito web del nostro lavoro esperienziale, riportiamo di seguito dei brevi “abstract” esplicativi dei nostri elaborati.

Il testo virgolettato è l’originale di ogni autore, reso anonimo da una lettera dell’alfabeto.

Buona lettura!

A:

“Il cartellone che ho preparato riporta alcuni simboli dell’essere maschio. Io considero, a livello visivo, una di queste caratteristiche essere la barba e non un volto glabro che percepisco più infantile. Ho messo una foto di spermatozoi per indicare la capacità riproduttiva e fecondatrice dell’uomo. Il treno in corsa rappresenta il viaggio inteso come percorso fisico volto alla conoscenza di nuovi posti o nuove persone. Ma rappresenta anche un percorso interiore rivolto alla conoscenza del proprio io con la conseguente accettazione di sè e dei propri limiti. Ma l’uomo è anche quello che “guarda”, prova interesse per la donna e il seno ne rappresenta l’essenza. Tutto questo però non può prescindere da una componente di tenerezza, di insegnamento e di guida che l’uomo è chiamato a compiere con gli altri e sopratutto con i propri figli; ecco perchè ho messo la figura di un adulto che cammina insieme ad un bambino. La bandiera arcobaleno significa che tutti gli altri sono diversi da me ed io devo essere disposto a comprendere e accettare tutti i “colori” del mondo.”

B:

“I simboli del maschile nel modo di pensare correnti sono molteplici. Alcune delle figure da me incollate alludono proprio a questi stereotipi, ma essendo essi stereotipi, non sono da me condivisi. Lo spermatozoo allude alla capacità fecondativa del maschio come pure il fallo eretto; il leone e il maiale alludono alla forza e alla sessualità del maschio come spesso è considerata dalla donna ma anche da lui stesso; la statua del David a un desiderio di bellezza e perfezione cui il maschio è tendenzialmente rivolto. Anche la scrittura “I love sex” rientra nello stereotipo del maschio allupato, ma attenzione: non sempre è all’altezza della situazione e il suo orgoglio deve essere salvaguardato (viagra). Tutti queste immagini sono poste sopra il simbolo della sessualità. Ma questa simbologia, nel momento stesso in cui è stata esternata, è stata da me volutamente messa in ridicolo attraverso l’uso di figure buffe, tipo cartone animato ( vedi leone, spermatozoo etc.). Sotto il simbolo del maschile ci sono poi delle figure “serie” che vogliono dire: attenzione il maschio non è solo quello, NON deve essere solo quello: ma il maschio è maschio (e principalmente “uomo”) quando è padre tenero, quando si commuove fino alle lacrime senza vergognarsi, quando ama un altro maschio. Ecco: in poche parole il mio cartellone voleva rappresentare cosa si crede che sia il maschio e che cosa è e deve essere il maschio.”

C:

“Cosa deve essere presente nel “trolley” del maschio 2.O? Certamente dovra’ contenere quanto facente parte del nostro patrimonio genetico, poi conterra’ anche ragione, sentimento e fisicita’. Come dimenticarsi dello spirito di servizio, della cultura illuminista ed anche del grande mistero della vita?! Poi ci sara’ la memoria storica ed un abbraccio all’infinito, il tutto con un grande sorriso sulle labbra. In ultimo, non certo per importanza, vi sara’ un moderno marchingegno che riuscira’, con un click, a riporodurre la barra del tempo della storia e di tutti i suoi popoli. Avro’ preso tutto? Di quel che c’e’ non manca nulla!”

 D:

“Maschile è spirito e olismo ed essere in pace con il mondo. Maschile è famiglia ed emancipazione da essa. Maschile è desiderio ed è essere attratto da una forza ‘pacifica’. Maschile è trovare una via individuale, avere i capelli viola e riposare su un divano senza fare niente. Maschile è (anche) la postura dell’uomo nell’Inghilterra vittoriana e il soldato che  accarezza un bambino. Maschile è infine uno sportivo e il momento della rasatura. Maschile sono io, le mie contraddizioni, i miei ‘affollamenti’.”

E:

“L’essere maschio lungo tutto il cammino esistenziale, nel contesto sociale allargato, partecipando al suo sviluppo alla stregua del genere femminile, ed allo stesso tempo a livello personale e familiare, qui con specifiche peculiarità legate alle differenti fasi della propria vita e talvolta complementari a quelle dell’altro genere.”

 F:

La mia idea di “essere maschio” è un uomo semplice, “illuminato”, perché si è guardato dentro e si è interrogato sul senso di essere maschio. Un uomo elegante nella sua semplicità, in grado di compiere i classici “lavoretti in casa” ma anche disponibile a farli in coppia. Un uomo in grado di concedersi un momento di fragilità con il proprio, la propria partner, senza per questo vergognarsene. Essere maschi significa saper scherzare su di sé perché sicuri di sé, tirando fuori anche le “palle” se necessario per mettersi anche in discussione per un costruttivo confronto. Essere maschi significa riconoscere l’importanza del gruppo, la sua risorsa, riconoscendo quindi che non si è soli nel vivere certe emozioni, nonostante la poliedricità dell’essere maschi. Infine ritengo che si possa essere maschi normativi, come nel modello trasmessoci dal patriarcato ma che esistono anche diversi modi e differenti forme per esserlo.”

 G:

“Prima di tutto vorrei dire che questo gruppo mi piace proprio tanto. Ci sento una buonissima energia ed una crescente fiducia e complicità. Mi piace il fatto di miscelare la serietà dei nostri intenti ad una buona dose di autoironia e “leggerezza”. Passando al tema della serata, “Il maschile”, all’inizio mi sono sentito spiazzato. Poi ho deciso di essere me stesso e quindi di analizzare e sottolineare le caratteristiche del maschile. Ma vedendole da un punto di vista femminile. E quindi le ho attinte dalla mia “donna” interiore. Per me il maschile deve essere soprattutto, sostegno, appoggio, calore, forza. Quando ho sentito i vostri elaborati, c’e’ stato un punto in comune a tutti, che mi ha commosso, intenerito, riportandomi ai miei anni adolescenziali. Quasi tutti voi avete sottolineato come da adolescenit, c’erano i calendari i giornalini con le “donnine” nude, sulle quali sfogare i primi bollori sessuali. La smania per il motorino, il calcio o lo sport… Ed appunto con tenerezza ho rivisto questi adolescenti con le loro smanie tipicamente e giustamente maschili. Ed ho rivisto me, invece, lontano da queste cose. Dove, certamente cominciavano ad affiorare pulsioni erotiche, ma gia’ inquadrandole in un rapporto che non fosse puramente fisico ,ma anche di Amore, con la A maiuscola. Quindi con un atteggiamento”tipicamente e giustamente” femminile. In tutti questi anni ho fatto un grosso lavoro su di me per riappacificarmi con la mia parte maschile. Per molti anni ho avuto grosse difficolta’ a rapportarmi con compagnie maschili. Mi sentivo sempre fuori posto. Un po’ alieno. Poi piano piano, conoscendo persone che appunto portavano la loro maschilità in maniera sana, autoironica, senza eccessi, queste difficoltà sono scemate. Ora invece apprezzo molto la compagnia maschile e mi ci trovo a mio completo agio. E l’incontro con il vostro gruppo e’ arrivato come la classica “ciliegina sulla torta”.”

 

 

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