24 agosto 2015

Giù al Nord

Giù al Nord

Alcuni giorni fa, mentre ero in ferie a godermi un po’ di meritato riposo con la mia compagna, una sera ci è capitato di vedere alla televisione, un film, che avevo già visto e che mi ricordavo essere “carino”.

Rivederlo con occhi nuovi, quelli di genere, mi ha fatto rileggere il film sotto una nuova luce, che vorrei condividere con questo breve articolo. Il film in questione è: “Giù al Nord“, di cui c’è anche il remake italiano: “Benvenuti al Sud”.

Giù al Nord è un film di Dany Boon, è una commedia del 2007, con attori che purtroppo non saprei dire se siano famosi o no, perché credo provenienti dal cinema francese. Al di là della mia profonda ignoranza, il film racconta di come un direttore di un ufficio postale in Provenza, tenti di farsi mandare in Costa Azzurra e, per ottenere il suo obiettivo, insceni un trucco che viene scoperto. A questo punto per punizione viene destinato all’ufficio postale di Bergues nel Nord-Pas de Calais. Tutte le persone lo compatiscono!

Il film, non accaso, in Francia ha riscosso un grande successo perché il tema non era dei più semplici: il pregiudizio e precisamente legato a una regione della Francia. Il Nord, sopra Parigi (l’area di Lille) è considerato dai francesi un luogo buio, dove fa freddo e piove sempre abitato da gente rude, poco socievole e dai gusti strani, corrispondente a quello che potremmo pensare del nostro Sud, infatti non a caso il remake italiano porta tale titolo.

Il direttore riesce a rendere molto bene il disagio di chi parte con addosso lo stereotipo del pregiudizio.

Ma le cose cambiano non appena il direttore instaura una profonda amicizia con un postino. I due uomini seppur tanto diversi, sono tanto simili nelle fragilità. Entrambi, a mio avviso, sembrano spaventati dalle donne per loro rappresentative: il direttore pensando di fare il bene della moglie, non riesce a dirle la verità di come si trovi bene nel nuovo luogo e il postino non riesce a dire alla madre, con la quale continua a vivere, quali siano i suoi desideri di emancipazione uscendo di casa e mettendo su famiglia con la donna da lui amata.

Entrambi gli uomini quindi, per paura di ferire queste donne, fingono, nascondono i loro desideri, i loro reali pensieri, finendo per soffrirne loro stessi. Per fortuna l’amicizia tra i due uomini, permetterà loro di crescere, di sostenersi e spronarsi, riuscendo quindi ad affrontare le loro paure. Il film mostra come sia ancora possibile conoscersi e comprendersi nonostante la sedimentazione di stereotipi. Il film dimostra come anche per degli uomini sia sufficiente provare ad andare oltre i propri pregiudizi, provando a capirsi, a conoscersi. Scoprendo quindi quanto possa essere anche arricchente ciò che è diverso da noi.

JP

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