27 dicembre 2015

Bianco e Nero

Bianco e Nero

Bianco e nero è un film del 2008 diretto da Cristina Comencini, con Fabio Volo, Ambra Angiolini e Aïssa Maïga della 01 Distribution.

Il film ci mostra una giovane coppia, in cui lei, Elena (Ambra Angiolini), sposata, con una bambina, professionista, impegnata nel sociale come mediatrice culturale, lavora in un’organizzazione che si occupa dell’Africa e cerca di fronteggiare episodi di razzismo. Elena, devota alla sua attività, inconsciamente spera che il suo impegno possa in qualche modo espiare i pregiudizi razziali dei genitori borghesi, “lei è una pentita, una di quelle con la serva nera e il grembiule bianco”. Suo marito Carlo (Fabio Volo), si occupa di elettronica e non condivide il suo stesso entusiasmo e non ama accompagnarla alle serate benefiche promosse dall’associazione perché si sente fuori luogo. Costretto a partecipare a una conferenza per la presentazione di una campagna di sensibilizzazione sui problemi del continente africano, in quell’occasione conosce Nadine (Aïssa Maïga),  l’affascinante e bella moglie senegalese del collega di Elena, di cui se ne innamora. Tra i due nasce una complicità, che sfocerà presto in un amore travolgente, che legherà le difficoltà della relazione extra-coniugale a quelle di un amore inter-etnico, mettendo a nudo tutte le paure, i pregiudizi, gli stereotipi più o meno velati verso le persone di etnia diversa, a partire proprio dall’emancipata Elena, ma anche da parte della comunità degli stranieri, chiusa in sé stessa alla pari della società “dei bianchi”.

Perché vi scrivo di questo film?

Beh, lo faccio perché è un film che ho visto solo recentemente, di cui sono rimasto gradevolmente colpito e perché nella commedia Bianco e nero, si scontrano e si fondono gli stereotipi non solo legati al tema del razzismo ma a mio avviso più in generale anche gli stereotipi di genere, invitando così chi vede il film a interrogarsi non solo sul “diverso” ma anche sul “proprio”. A mio avviso il film mostra come, tutto sommato i gruppi etnici diversi da noi, non sono poi così diversi, infatti il teatro d’azione della relazione sentimentale dei due amanti clandestini sono da una parte la Roma bene servita a tavola da cameriere nere e dall’altra la più multietnica Piazza Vittorio con le mogli che mentre trattano male i mariti, li perdonano dei tradimenti purché non siano consumati con donne bianche.

Mi è piaciuto il film perché nonostante sia leggero e forse non riesca e entrare a pieno nelle problematiche trattate permette comunque di gettare quanto meno una riflessione. Permette di prendere coscienza delle difficoltà etniche e di genere. In particolare modo personalmente, mi ha colpito osservare le interazioni degli stranieri, dei “diversi” da noi, di come vivono le relazioni e modi di comportarsi, che personalmente non ho sentito per niente lontani da noi ma anzi addirittura con i nostri stessi accenti e modi di fare e di comportarsi nelle relazioni, anche e soprattutto sentimentali.

https://youtu.be/GKGy3AERaho

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JP

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